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Province, in Toscana oltre duemila i dipendenti da ricollocare

Una manifestazione dei presidenti delle Province contro i tagli dei trasferimenti statali (archivio Ansa)
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Una manifestazione dei presidenti delle Province contro i tagli dei trasferimenti statali (archivio Ansa)

Nella legge di Stabilità previsti tagli per 6 miliardi in tre anni, il primo già nel 2015. Da lunedì manifestazioni di protesta da Lucca a Firenze

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FIRENZE.  Riparte da 2.278 la protesta per i tagli alle Province. Tanti, infatti, sarebbero i lavoratori che - alla chiusura degli enti - anche in Toscana si troverebbero in sovrannumero. Costretti a emigrare in altre amministrazioni, Comuni o Regioni. Dove ci fosse bisogno. Non sono proiezioni né cifre a casaccio, denunciano i sindacati della Funzione pubblica. Sono i calcoli proposti da Sose, la società di studi creata fra il ministero delle Finanze e la Banca d'Italia. Più attendibile di così. Se abbinata la cifra ai tagli inseriti nella legge di Stabilità, la situazione rischia di diventare esplosiva nel giro di poche settimane. Ecco perché già lunedì 15 dicembre è previsto un sit di protesta dei lavoratori. Pronti perfino ad occupare la sede delle Province.

Nel 2015 tagli per 1 miliardo

Secondo le anticipazioni, la legge di Stabilità prevede un prelievo forzoso dal capitolo delel Prrovince di 1 miliardo già nel 2015; il taglio sale a due miliardi nel 2016 e diventerà di 3 miliardi addirittura nel 2017. Entrando nello specifico, questo significa, ad esempio, che per una provincia delle dimensioni di Pisa sul bilancio del prossimo anno verranno a mancare già 10-12 milioni di trasferimenti statali. Di fatto, significa non poter garantire neppure i servizi essenziali che restano di competenza come la manutenzione delle strade provinciali o la manutenzione delle scuole superiori. A livello di occupazione, i tagli sui trasferimenti comporteranno, a livello nazionale, 20mila dipendenti in più per le province e, a livello toscano, quasi 2.300 dipendenti da ricollocare in altre amministrazioni. "A questi - si legge in una nota della Funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil - oltre 1000 lavoratori precari dei Centri per l'impiego e i lavoratori degli appalti". Un vero disastro occupazionale.

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Proteste a Carrara, Pisa, Lucca

La situazione non poteva non avere contraccolpi. Già qualche giorno fa, il presidente della Provincia di Massa Carrara, Narciso Buffoni,  ha minacciato le dimissioni ammettendo di non essere in grado di gestire un ente senza fondi. E di non voler, di fatto, fare il commissario liquidatore. Da lunedì 15 dicembre, mentre sarà in corso il sit in fiorentino, anche i dipendenti della Provincia di Lucca "metteranno in atto una serie di iniziative per rendere note alla cittadinanza e alle istituzioni le gravi ricadute che la legge Del Rio (quella sul riordino e poi la soppressione delle Province) e la legge di Stabilità, attualmente in esame al Senato, avranno sui servizi locali in capo agli enti a rischio di estinzione".

Salta la manutenzione di strade e scuole

In particolare - ribadiscono Cgil, Cisl e Uil - i tagli della legge di Stabilità toglieranno ai cittadini servizi quotidiani come "la manutenzione delle strade, il servizio neve, i servizi a supporto dei Centri per l'impiego e la formazione professionale, i servizi culturali, i servizi sociali e di controllo dell'ambiente e così via". Nonostante questo, finora - denuncia la Funzione pubblica dei sindacati - la politica si è mostrata poco attenta al problema. Non per questo, la protesta si fa meno intensa. Anzi. Lunedì 15 anche le segreterie provinciali dei sindacati partecipano alla manifestazione di Firenze, organizzata in coincidenza della seduta
dell'Osservatorio regionale che si terrà nella sede della giunta della Regione in piazza Duomo. Poi martedì 16 tutti a Roma per la protesta con tutte le Province italiane. Nei giorni successivi, sono previste iniziative locali. Ad esempio, a Lucca, davanti a palazzo Ducale, sede della Provincia, è previsto il volantinaggio contro la Del Rio e la legge di Stabilità.

 

 

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