Il Tirreno

Toscana

Se la crisi economica fa bene alla salute

Gabriele Firmani
Se la crisi economica fa bene alla salute

È quanto riportato nella relazione sanitaria della Toscana 2009-2013. L'Ars: "Ridotto l’acquisto dei super-alcolici più costosi e in molti hanno smesso di fumare". Continua, però, il crollo delle nascite

2 MINUTI DI LETTURA





La crisi economica fa bene alla salute dei toscani. A dirlo è la nuova Relazione sanitaria regionale 2009-2013 redatta dall’Agenzia regionale di Sanità. In quattro anni l’aspettativa di vita è cresciuta di un anno sia per gli uomini che per le donne: i primi sono arrivati nel 2013 a vivere in media 80,1 anni, contro i 79,1 di quattro anni prima, e le seconde 84,8 anni, contro gli 83,8 fatti registrare nel 2009.

Stabile nell’intero quadriennio anche il tasso di incidenza dei tumori: nella popolazione femminile il tasso risulta invariato, mentre appare addirittura in diminuzione nella popolazione maschile. In miglioramento anche il dato riguardante la popolazione anziana non più autosufficiente: questa ammontava al 54% degli over 80 nel 2009, quattro punti percentuali in più rispetto al dato del 2013 fermo al 50%. Aumentano le malattie croniche, diabete, disturbi respiratori, renali, Parkinson e demenze, ma in compenso l’aspettativa di vita degli ammalati tende ad aumentare grazie a nuovi farmaci e a una più efficace presa in carico dei pazienti da parte delle strutture sanitarie. “Può apparire difficile dal crederci - afferma il direttore dell’Ars, Francesco Cipriani - ma la crisi economica produce effetti paradossali, quasi protettivi, sulla salute dei cittadini: si riduce infatti l’acquisto dei super-alcolici più costosi, si torna a bere con moderazione del buon vino, si consumano meno prodotti industriali, si smette di fumare, si usa meno la macchina andando più a piedi e contribuendo allo stesso tempo anche a realizzare una diminuzione del numero degli incidenti stradali. Gli effetti distorsivi si possono registrare soltanto nel più lungo periodo, quando una revisione delle abitudini alimentari può portare all’insorgenza di nuove malattie croniche e a un peggioramento generale delle condizioni di salute di un’intera popolazione: effetti che però in Toscana sono ancora di là dal cominciare a registrarsi”.

Ciò che la crisi economica ha invece innegabilmente aggravato è il crollo continuo delle nascite: nel 2013 si sono registrati in Toscana 7,9 nuovi nati ogni mille abitanti contro i 9,3 registrati nel 2008. “Al netto della diminuzione della natalità - sottolinea l’assessore regionale al diritto alla Salute Luigi Marroni - i dati che ci vengono forniti dalla nuova relazione sanitaria ci dicono come complessivamente stiamo meglio di come stavamo 5 anni fa: merito - continua Marroni - è sia dello stile di vita dei toscani, che osservano un’ottima dieta alimentare e svolgono più attività fisica rispetto al resto degli italiani, sia di un sistema sanitario capace di fornire risposte adeguate ai bisogni della popolazione”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa