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Omicidio e occultamento di cadavere: fermata la mamma di Loris

Maria Rosa Tomasello
Omicidio e occultamento di cadavere: fermata la mamma di Loris

Giornata drammatica a Ragusa. Il marito: «Se è stata lei mi cade il mondo addosso». La donna non ha confessato

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ROMA. Dopo oltre sei ore di interrogatorio fiume arriva la notizia: Veronica, la mamma del piccolo Loris Stival, il bambino trovato morto in un canale di campagna, è stata fermata con l'accusa di omicidio aggravato e occultamento di cadavere. Il provvedimento di fermo è stato firmato dai pm di Ragusa. La donna non ha confessato di avere ucciso il figlio e - secondo fonti vicine agli inquirenti - trascorrerà la notte in Questura a Ragusa. Martedì 9 sarà interrogata dal Gip per la convalida del fermo.

Per sei ore sotto torchio. Gli investigatori bussano alla porta di casa Stival poco dopo le 17, quando l’abitazione è da ore assediata dai cronisti, richiamati dal tam tam che dice che nell’inchiesta sull’omicidio del piccolo Loris la svolta è vicina e che i dubbi degli inquirenti convergono sulla mamma del bambino. Entrano il capo della Squadra mobile, Nino Ciavola, il comandante del reparto investigativo dei carabinieri, Domenico Spadaro, funzionari dello Sco, mentre tre auto delle forze dell’ordine restano in attesa e un elicottero sorvola la zona. Veronica Panarello, con il volto coperto da un cappuccio e da una sciarpa, esce poco dopo accompagnata dal marito, Davide Stival, e sale a bordo di un’auto civetta diretta verso gli uffici della procura di Ragusa. È qui che, davanti al procuratore capo Carmelo Petralia e al pm, Marco Rota, che Veronica viene invitata a chiarire tutte le incongruenze nel suo racconto della mattina in cui Loris è scomparso. Ed è qui che, nel corso di una serata che sembra non finire mai, David, il marito di Veronica e padre di Loris, dice: «Se è stata davvero lei mi cade il mondo addosso... non ci posso credere...».

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I dubbi degli inquirenti. È la quarta volta che gli inquirenti chiedono alla donna di ripercorrere quelle ore del 29 novembre, una ricostruzione che lei finora ha sempre confermato, ripetendo che Loris è stato portato a scuola. Ma ora che l’esame delle immagini riprese dalle decine di telecamere di sorveglianza presenti a Santa Croce Camerina è stato completato, così come quello dei tabulati telefonici, i testimoni sono stati ascoltati, è evidente che troppe cose non combaciano. Per ore Veronica risponde ai magistrati, mentre il suo legale, Francesco Villardita, che punta il dito contro le fughe di notizie parlando di «sciacallaggio mediatico» ribadisce che Veronica Panarello non è indagata, ma è «parte offesa» nell’inchiesta. «Nulla di nuovo rispetto a prima: la mia assistita è sentita come persona informata sui fatti - sottolinea l’avvocato mentre le voci di un possibile fermo imminente si moltiplicano - Non è indagata, meno che mai fermata o arrestata».

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I vicini sono sconcertati. «È una cosa inattesa, speriamo si chiarisca: lei è sempre stata una mamma perfetta, affettuosa e attenta» dicono. Ma attorno al nuovo interrogatorio, che arriva dieci giorni dopo il delitto, si moltiplicano le ipotesi. Compresa quella, che già circola da giorni, che Loris possa essere stato ucciso da due persone, come scrive il giornale on line “Il corriere di Ragusa” raccogliendo indiscrezioni degli investigatori. Due persone per legargli le mani e strangolarlo con fascette di plastica da elettricista, e poi liberarsi del cadavere nel canale accanto al Mulino Vecchio, spinti dalla necessità di mettere a tacere Loris: forse perché aveva scoperto un segreto inconfessabile o forse per impedirgli di rivelare qualcosa di cui era stato testimone.

Nuovi elementi potrebbero essere emersi anche dall’esame dei frammenti di pelle che sarebbero stati trovati sotto le unghie del bambino, mentre la trasmissione “Chi l’ha visto” segnala un dettaglio: fascette simili a quelle che sarebbero state usate per il delitto sono state usate per fissare il cartello “vendesi” esposto sul balcone di casa Stival. Per gli inquirenti tutto ruota attorno ai 36 minuti in cui Loris sarebbe rimasto solo con la mamma. In casa perché, contrariamente a quanto continua a ripetere Veronica, quella mattina il bambino non sarebbe mai andato a scuola e sarebbe rimasto nell’appartamento al terzo piano di via Garibaldi fino al ritorno della mamma dalla ludoteca dove aveva accompagnato il fratellino.

Cos’è accaduto in quei 36 minuti? Gli investigatori hanno solo una certezza: che alle 9.23 Veronica parla brevemente al telefono con il marito, che è in viaggio per lavoro, e gli dice che tutto è a posto. E perché la giovane donna, uscendo di casa per dirigersi a un corso di cucina al castello di Donnafugata passa vicino alla zona dove sarà ritrovato il corpo di Loris («a un chilometro» dice il legale) e qui si ferma per 6 minuti di troppo, senza spiegazione? Solo «per gettare la spazzatura», come ha riferito il suo avvocato? Che conferma: alla guida della Polo nera quel giorno c’è sempre stata lei. Nessun altro. È la mamma, è la convinzione degli inquirenti, la chiave del mistero. Una giovane donna con una vita complicata, un rapporto burrascoso con la famiglia, c’è chi dice con due tentativi di suicidio alle spalle (smentiti dal suo avvocato). Una ragazza diventata mamma di Loris ad appena 17 anni. Che due anni prima, a 15 anni, aveva riferito ai carabinieri di aver visto la piccola Denise Pipitone, la bimba scomparsa a Mazara del Vallo (Trapani). Fu l’unica segnalazione nella zona di Ragusa. Intanto Antonella Stival, zia di Davide Stival,sceglie una frase in latino per commentare su facebook le ultime notizie: scrive «Honora ad familiam meam», cioè «onore alla mia famiglia».

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