Lutto
I bilanci della sanità sotto la lente della Corte dei Conti
La Regione Toscana blinda le finanze delle Asl: affida la verifica sul sistema del controllo di spesa alla magistratura contabile
FIRENZE. La molla, sicuramente, è stato il disavanzo all’Asl di Massa. Un quarto di miliardo di euro e un’inchiesta giudiziaria spinosa ancora in corso. Ora la Regione prova a rimediare ai problemi (oggettivi) dei conti della sanità, non solo massese. Li marca stretti. Anzi li blinda. Affida il controllo alla Corte dei conti. Non il controllo ordinario, ma il controllo sul sistema di controllo che da anni ha messo in piedi. Vuole capire se ci sono le falle (come appare evidente) e soprattutto dove sono, per chiuderle eventualmente. Ed evitare che si ripetano disastri come quelli dell’Asl di Massa Carrara.
Sulla sanità accorto Regione-Corte dei Conti
Il protocollo di intesa fra Regione e sezione locale della magistratura contabile è fresco di sigla, con una delibera proposta dall'assessore alla sanità Luigi Marroni. Al di là dei riferimenti di legge, l'intesa punta ad affidare alla Corte dei conti la «verifica (due diligence) della funzionalità ed efficacia dei controlli interni sulla gestione finanziaria del servizio sanitario regionale». In concreto, quale dovrebbe essere il compito dei magistrati contabili nei prossimi mesi? La convenzione, spinta anche dal governatore della Regione, Enrico Rossi (che pure nella vicenda di Massa è indagato) lo spiega con chiarezza: dovrebbero controllare i controllori. Nello specifico, dovrebbero effettuare accertamenti sull’assetto «organizzativo e funzionale dei singoli strumenti e metodi di controllo» della finanza e dei bilanci delle aziende sanitarie; dovrebbero verificare «l’efficacia di ciascuno strumento adottato, nonché quella complessiva del sistema dei controlli». Inoltre, ovviamente, dovrebbero «identificare possibili aree di miglioramento procedurale e sostanziale» dei sistemi di verifica finora adottati dalla Toscana. Che non sempre si sono rivelati efficaci.
Incontri mensili sui conti per evitare sorprese
Da parte sua la Regione si impegna a mettere a disposizione della Corte dei Conti tutti i dati, i documenti, informazioni necessari a effettuare le verifiche; dall’altra la Corte dei Conti effettuerà verifiche anche attraverso l’accesso diretto agli uffici regionali. Non solo. Entrambe le parti - si legge nella convenzione - si impegnano a incontrarsi almeno una volta al mese, sia per questioni operative e e organizzative, sia per fare il punto sull’andamento delle verifiche. In modo da prendere subito provvedimenti se ci sono irregolarità possibili riscontrate o correttivi da adottare. Per la Regione questo passo si è reso necessario nonostante il sistema di controlli già messo in piedi sulle risorse sanitarie. Addirittura - ricorda negli atti ufficiali la giunta regionale - i bilanci delle aziende sanitarie toscane godono tutte di “certificazione di bilancio” rilasciate da apposite società di revisione, secondo quanto previsto dalla normativa del ministero della Salute del marzo 2013.
Verifica che si aggiunge a controlli interni
In realtà - sottolinea la Regione - provvedimenti per tenere sotto controllo (in tutti i sensi) la spesa sanitaria in Toscana sono stati presi già da una decina di anni. «Come prescritto dalle normative, il Servizio sanitario regionale - si legge nella delibera di accordo con la Corte dei Conti - è soggetto a una serie articolata di controlli sia di carattere interno aziendale sia di carattere esterno (da parte di organi statali e regionali) nonché a monitoraggi periodi. A questi si aggiungono quelli previsti dalla legge sul Servizio sanitario regionale che costituiscono il fondamento legislativo regionale dei controlli sulla sanità e pongono prescrizioni ulteriori rispetto al sistema dei controlli statale». La scelta di rivolgersi alla Corte dei conti è ispirata anche dalla normativa più recente (il decreto legge 174 del 2012) che prevede che «le sezioni regionali della Corte dei Conti esaminano i bilanci preventivi e i rendiconti consuntivi delle regioni e degli enti che compongono il Servizio sanitario nazionale con le modalità e le procedure stabilite per legge, per la verifica del rispetto degli obiettivi annuali posti dal patto di stabilità interno, dell’osservanza del vincolo di indebitamento, della sostenibilità dell’indebitamento e dell’assenza di irregolarità suscettibili di pregiudicare, anche in prospettiva, gli equilibri economici-finanziari degli enti». Proprio quello che, almeno a Massa Carrara, non è accaduto.
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