Sicurezza
Il Reportage / Io di notte sui binari della paura. La regola è non dare confidenza
Senzatetto, ubriachi, spacciatori, trans e branchi di ragazzotti prepotenti: dopo le 22 i treni sono la Tor Sapienza di Trenitalia. E i capitreno si nascondono.
Sui treni di notte si sta insieme. Sconosciuti e soli, ci stringiamo in pochi vagoni immaginando reciproco soccorso.
Non parliamo. Meglio di no. Usiamo i nostri iPhone per comunicare qualcosa di inutile a moglie, fidanzati, figli. L’importante è passare il tempo. Sui treni di notte non si fanno mai begli incontri, non nascono amicizie, tantomeno amori. Sono viaggi senza ricordi.
Sui treni di notte i passeggeri «normali» stanno seduti. Gli altri si muovono su e giù per le carrozze, sbattendo le porte dei corridoi, come esagitati. Sono extracomunitari, perlopiù giovani. C’è qualche sbandato , qualche ubriaco. Ci sono gli orari (e le stazioni) di prostitute e trans. Sono Altopascio, Migliarino Pisano, Massa, anche Viareggio e Montecatini.
Ma non fanno paura nè producono brividi. E’ un’umanità dolente quella che si vende negli stradoni delle Vedute, alla Costanza, alla Partaccia. Al massimo urlano con qualche connazionale che pretende sesso gratis alla toilette .
Sui treni di notte non ci sono spacciatori. Quelli li trovate giorno e sera alla stazione di Viareggio. Sono magrebini e nullafacenti. Pochi giorni fa un kebab nelle vicinanze è stato chiuso per i troppi clienti pregiudicati. La notizia esce sui giornali il martedì, ma il venerdì il kebabbaro è già aperto.
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Mia nipote quando ha lezioni tardi a Pisa, va in macchina perché ha paura a scendere a Viareggio. Capisco che per una donna è diverso. Un maschio, adulto, razza caucasica può anche cavarsela. Quasi sempre viene ignorato. Una donna, un anziano è sempre a rischio. Al buffet della stazione di Viareggio un cartello avverte che dopo le 21 non si può giocare alle macchinette. Provvedimento delle autorità di Piesse. Boh. Penso: dovrebbero essere qui, a vedere cosa succede.
Altra stazione «brutta» è Montecatini, quella a trecento metri dalle Terme. Se monta un ubriaco – parliamo della Firenze-Viareggio – monta lì. Se sale un immigrato urlante, magari seminudo, sale lì. Nelle stazioni ne accadono di tutte i colori. Aspettando un treno di notte a Carrara è meglio restare fuori. Brutta fuori e brutta dentro. Per assistere, magari ad una scena del genere: un gruppo di magrebini sbarca davanti la stazione, uno di loro è in carrozzina. Quando entri in stazione non si trova più l’invalido. Svanito. Invece del regionale monto sull’Intercity. «Mi scusi non ho il supplemento – spiego alla capotreno – ma non me la sento di aspettare ancora in quella stazione». La ragazza fa un segno d’assenso: la capisco.
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Nei treni di notte il capotreno non è Will Kane, lo sceriffo di Mezzogiorno di fuoco. Che resta solo ma affronta i banditi a Hadleyville. Nessuno può chiedere ad un dipendente di Trenitalia di fare l’eroe. E se lo facesse - perché a volte accade - spesso ci rimette. Anche il capotreno dell’ultimo convoglio di sabato notte non era Gary Cooper. Si è voltato di là mentre una decina di ragazzotti esagitati dava botte ai cartelli, cercava di spaccare le luci e urlava slogan della Lucchese. Vorresti intervenire, ti sale la rabbia. Poi pensi a tua figlia. Per due motivi. Non ti compromettere, ha bisogno di te. Ma soprattutto: che generazione t. roverà?
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Pensi all’artigiano viareggino massacrato la notte di Halloween per una precedenza e ti allontani da quel branco di ultrà. Ti vieni anche da ridere. Sabato sera in dieci senza una donna. Sfigati. E pensi, ho paura di neri e marocchini, presunti spacciatori e violentatori delle nostre donne. E poi i veri assassini, quelli di Viareggio, portano i nostri cognomi.
Sui treni di notte metto in pratica la lezione di un mio amico che vive a Manhattan. «Nessuna confidenza. Mai dare un pretesto a nessuno . Di attaccare briga o chiederti o offrire qualcosa». Bisogna sembrare invisibili. Sempre.
Sui treni di notte si viaggia gratis. Raramente il controllore passa. Sta asserragliato alla carrozza di testa, e sa che il primo energumeno trovato senza biglietto può mandarlo all’ospedale. Soprattutto il sabato, quando si alza la percentuale di ubriachi e strafatti.
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Sui treni di notte ti viene rabbia. Si prendono per necessità, per la crisi, perché mancano i soldi, perché si è soli. I treni di notte sono la Tor Sapienza delle Fs, le periferie abbandonate in nome dell’Alta Velocità. Chi viaggia ha solo diritto al passaggio. La sicurezza non è compresa nel biglietto. Salvini farebbe proseliti.
Sui treni dell’alba, poi, tutto cambia. Arrivi alle 5 alla stazione di Livorno. E’ buio, la biglietteria chiusa, il bar idem. Per terra una distesa di uomini che dorme. Infagottati in maglioni e vecchi giubbotti, ti dicono cosa è la crisi. E allora il treno che ti accoglie ti sembra casa tua.
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