Finanza
Mamme, arrivano i Pit Stop per allattare
La Regione vuole aprire 500 corner in negozi e strutture pubbliche. L'assessore Marroni: la Toscana al top in Italia nell'allattamento naturale
FIRENZE. Promuovere l’allattamento al seno attraverso la realizzazione nei prossimi 5 anni di 500 nuovi Baby Pit Stop all’interno di esercizi commerciali, aziende e grandi strutture pubbliche della Toscana: è quanto prevede il nuovo accordo siglato stamani tra Unicef e Regione. La realizzazione dei nuovi spazi, all’interno dei quali le neomamme potranno fermarsi per cambiare ed alimentare il proprio bambino, dovrà procedere al ritmo di 100 nuove unità all’anno: alla Regione spetterà il compito di promuovere gli accordi con i privati, che dovranno poi incaricarsi di realizzare all’interno dei propri spazi i nuovi Baby Pit Stop.
Al minimo, ciascuna area di sosta per neomamme dovrà essere dotata di un divanetto o di una poltronicina, e di un tavolo fasciatoio: “si tratta di spazi e ambienti protetti - spiega l’assessore regionale al diritto alla Salute, Luigi Marroni - che permetteranno alle neo-mamme di poter vivere la fase dell’allattamento all’insegna della massima tranquillità anche negli spostamenti fuori da casa. La Regione Toscana - continua Marroni - ha promosso da sempre l’allattamento al seno quale scelta fondamentale per la salute della mamma e del bambino: crediamo che il nuovo accordo con Unicef contribuisca a rafforzare ulteriormente tale virtuoso comportamento”. L’indagine che ha portato all’arresto due settimane fa di dodici pediatri toscani, già rilasciati, accusati di aver accettato viaggi e regali in cambio della prescrizione di latte artificiale anche a madri capaci di proseguire nell’allattamento naturale materno, ha infatti rappresentato per Marroni soltanto un “incidente di percorso”: “abbiamo formato 2000 medici toscani sull’importanza dell’allattamento al seno; di questi - afferma - soltanto una decina sono risultati oggetto di un’inchiesta della magistratura: numeri che ci permettono di poter dire come il sistema toscano risulti nel suo complesso estremamente sano e tutt’altro che fradicio”.
Il fenomeno della corruzione medica non può infatti per Marroni essere tanto più largo di quanto già accertato dalla Magistratura nel corso delle sue recenti indagini: “altrimenti - spiega - non potremmo avere la percentuale di allattamenti al seno più alta d’Italia a quattro mesi dal parto”. In Toscana, rivela Marroni, “siamo infatti al 56% di allattamenti al seno a 120 giorni dalla nascita, contro il 48% dell’Emilia-Romagna e il 47% della Lombardia”; “percentuale - aggiunge - che ci vede in testa anche nel raffronto a sei mesi dal parto, con il 31% delle madri toscane che nutrono ancora esclusivamente il proprio figlio con il latte naturale, contro il 30% delle madri emiliane e il 27% delle madri lombarde. Una percentuale - fa sapere - che andremo a rafforzare ulteriormente con l’estensione nei prossimi mesi a tutti i reparti maternità toscani del cosiddetto sistema “rooming-in”, che permetterà a tutte le neo mamme di stare affianco al proprio bambino, e quindi di poter allattarlo, fin dalle ore successive alla nascita”.
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