Il Tirreno

Toscana

LA CASA DI FIRENZE

L'affitto pagato e le elemosine: chi sono i vicini di Rossi

Gabriele Firmani
La famiglia Carolea nell'appartamento di Firenze
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La famiglia Carolea nell'appartamento di Firenze

"Lo conosciamo da tempo ma non sapevamo che fosse il presidente della Regione". Dragosh e lo scatto con Rossi

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FIRENZE. Sono i suoi vicini di casa. Li vede tutte le mattine, quando esce per andare al lavoro in Regione, e li ritrova la sera. Buongiorno e buonasera, di solito, e qualche frase di circostanza. Ma domenica pomeriggio Enrico Rossi ha voluto approfondire la conoscenza con i suoi vicini facendosi fotografare insieme. “Ci conosciamo da tempo  ma fino a fa non sapevamo che era il presidente della Toscana” dice Dragosh Carolea, 32 anni, molto lusingato della foto scattata con il governatore. “Ci ha fatto molto piacere, è una brava persona e sempre molto cordiale con noi”.

Dragosh Carolea forse non sa che da domenica 1 dicembre è al centro di un caso mediatico-politico. La foto di Rossi con la famiglia Rom postata su Facebook ha fatto il pieno di condivisioni e di commenti e il giro d’Italia. E tutti si sono domandati chi fossero questi Rom che si sono guadagnati la ribalta.

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“Siamo qui da tre anni – spiegano – Vivevamo in un campo nomadi di Sesto Fiorentino, l’Olmatex, ma poi ci siamo trasferiti qui. Siamo in affitto”. L’appartamento nel centro storico di Firenze, al piano terra, accanto al palazzo dove vive il governatore, è bello, spazioso. Quattro stanze dove vivono 15 persone distribuite in quattro generazioni: figli, genitori, nonni e bisnonni. “L’affitto non lo paghiamo noi ma un’associazione che si chiama Rom”, acronimo di “Rete per l’ospitalità nel mondo”, fondata dai magistrati fiorentini Luciana Breggia e Marco Bouchard.

I Carolea sono romeni, in Italia da 10 anni, i bimbi frequentano tutti la scuola. Lavora solo il capofamiglia, Dragosh, addetto alle pulizie in un centro della Caritas. Gli altri vivono di elemosina. “Usciamo alle 7 e rientriamo alle 14.  Ma non sono più i tempi di qualche anno fa, quando tornavamo con 35-40 euro a persona, ora va bene se raccogliamo 10 euro. La crisi c’è anche per noi”.

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