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Con la pista di 2.400 metri Firenze triplica il traffico

di Mario Lancisi
Con la pista di 2.400 metri Firenze triplica il traffico

Avrà la potenzialità di far atterrare Boeing 737 e Airbus e fare concorrenza a Pisa Gli argentini rassicurano: scali complementari. Ma le stime dicono il contrario

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FIRENZE. Con una pista di 2.400 l’aeroporto di Peretola triplicherà i passeggeri. A danno di Pisa. A sostenerlo è uno studio di Sat, la società di gestione dello scalo pisano, ma non solo. La tregua aeroportuale tra Pisa e Firenze, scoccata con il Pit, approvato nel luglio scorso, è stata rotta di fatto dalla decisione di Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile. Che lunedì scorso ha deciso che la nuova pista fiorentina dovrà essere parallela all’autostrada ed essere lunga 2400 metri e non di 2mila come previsto dal Pit.

«La concorrenza Firenze-Pisa? Una bufala», si è affrettato a precisare Roberto Naldi, presidente di Corparacion Italia, in un’intervista a Repubblica. Il fiorentino Naldi disegna anche i diversi ruoli tra Peretola e il Galilei: «Voli intercontinentali, low cost e cargo a Pisa, voli business e point to point per l’Europa e il Mediterraneo a Firenze». Anche se Naldi si guarda bene dallo spiegare perché nel maggio scorso sosteneva che la lunghezza della pista era per lui indifferente e aggiunge che occorre smettere di litigare. Ma trascura il fatto che con il Pit i litigi tra Pisa e Firenze erano finiti. Litigi che ora la decisione di Enac rischia di rinfocolare.

Lo studio di Sat. A Pisa, a cominciare dal sindaco Marco Filippeschi, si respira un clima di grande preoccupazione. La pista di 2400 viene vista come un incubo per le prospettive dello scalo pisano. Uno studio di Sat dell’autunno scorso, come rileva anche la Cisl pisana, sostiene che con una pista di 2.400 metri a Peretola potrebbero atterrare anche «gli aeromobili della classe Full C, tra cui la famiglia Boeing 737 da 130 fino a 190 passeggeri e airbus da 140 a 220 passeggeri, avrebbero possibilità di manovra e la nuova capacità operativa dello scalo fiorentino risulterebbe di circa 7 milioni di passeggeri l’anno», e non di 4,5, come prevede Enac. Si consideri che attualmente lo scalo fiorentino registra meno di 2 milioni di passeggeri mentre Pisa nel 2013 si è attestato sui 4 milioni e mezzo circa.

Lo studio di Sat pubblica anche una cartina con tutte le destinazioni possibili per lo scalo Vespucci con una pista lunga 2 chilometri e 400 metri. Si va dalla Russia alla Scozia. Dall’Africa del nord alla Grecia: «Tutte le destinazioni del network di Pisa - ad eccezione dei voli per gli Stati Uniti e per la Cina - sono raggiungibili», sostiene lo studio, tenuto fin troppo.

Il parere di De Carli. Da Sat a Giulio De Carli, 52 anni, amministratore delegato di One Works, che nel 2009 ricevette da Enac e dall’allora ministro dei trasporti Altero Matteoli il compito con Kpmg e Nomisma, di preparare il nuovo piano nazionale degli aeroporti. In breve: un esperto di aeroporti. Gli abbiamo posto due domande. Se è vero che i 2400 metri sono necessari per rendere lo scalo fiorentino più sicuro e ambientalmente più idoneo. Risposta di De Carli: «Anche con 2mila metri la sicurezza della pista e dello scalo sono assolutamente assicurati». Seconda domanda: 2000 o 2400 metri pari sono, come sostiene anche Naldi? De Carli, pur premettendo di non conoscere le ragioni tecniche alla base della decisione di Enac, sostiene che «400 metri in più sono importanti perché consentono di volare anche ad aeromobili con più passeggeri e merci». Un parere, quello di De Carli, che di fatto avvalora lo studio di Sat.

D’altra parte è lo stesso Enac a sostenere che «la lunghezza di 2400 è quella ottimale sotto il profilo ambientale, infrastrutturale e delle performance degli aeromobili che saranno in uso. Questo sia per motivi di sicurezza delle operazioni di volo, sia per evitare limitazioni del numero di passeggeri da imbarcare sui voli, o delle merci da trasportare». Niente limitazioni al numero dei passeggeri. Proprio quello che teme Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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