Sicurezza
Garanzia giovani, Europa a due velocità
In Italia 180mila coinvolti, appena l’8% del target di riferimento. L’indennità di tirocinio sarà erogata dall’Inps
Cominciamo dalle buone notizie: “Garanzia giovani” compie la sua diciassettesima settimana e nel consueto report diffuso dal ministero del Lavoro, si legge che l’indennità di tirocinio per gli aderenti al progetto sarà erogata dall’Inps. La misura, in realtà, era stata resa pubblica già dall’ente previdenziale qualche giorno fa. Nel frattempo non c’è traccia dei bonus occupazionali per le imprese che intendono assumere i giovani tra i 15 e i 29 anni. Il ministro Poletti aveva promesso una misura, simile a quella pensata per i tirocini, al rientro dalle ferie. Ma, evidentemente, i tempi si sono allungati. E il progetto prosegue a passo di lumaca.
I nuovi dati. “Garanzia giovani”, ad oggi, ha raggiunto quasi 180 mila ragazzi. Un’inezia, se si pensa che l’obiettivo della sua azione è offrire un’occasione ai neet (così un acronimo inglese identifica i giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano), che in Italia sono circa 2 milioni 300 mila. A 17 settimane dal suo avvio il programma nazionale non sfiora neanche l’8% della sua utenza di riferimento. Anche per quei 180 mila, però, il posto di lavoro è un miraggio: solo 10 mila gli annunci pubblicati sul portale del progetto, per un totale di 15 mila posti disponibili. Il contratto di apprendistato doveva essere una delle misure cardine di “Garanzia giovani” ma, stando al report del ministero, sono appena 238 le offerte di lavoro che prevedono questa formula. Il Tirreno, inoltre, ha già dimostrato che i numeri sulle offerte di lavoro sono per lo più inaffidabili: alcune di esse infatti sono paradossali e confuse.C’è chi chiede a un giovane tra i 15 e i 29 anni un’esperienza decennale e si confondono gli stage con i contratti a tempo indeterminato.
Il confronto con l’estero. Appare impietoso, in quest’ottica, il confronto con i paesi del nord Europa, dove la “Garanzia giovani” fu concepita negli anni ottanta e novanta. L’Adapt, l’associazione fondata da Marco Biagi nel 2000, ha messo in piedi un osservatorio sull’applicazione del progetto in Italia e in Europa, che si avvale di un folto gruppo di ricercatori coordinati da Giulia Rosolen. Secondo i dati raccolti dall’associazione la “Garanzia giovani” finlandese ha offerto un’opportunità entro i primi tre mesi dall’iscrizione alle liste di disoccupazione al 79,2% dei neet che hanno partecipato. In Italia, invece, è prevista una chiamata dai Centri per l’impiego entro 60 giorni dalla domanda e dopo 4 mesi dal primo colloquio. La prima delle due misure, però, è largamente disattesa: ad oggi i contatti dai servizi pubblici per il lavoro non raggiungo neanche le 42mila unità, a fronte dei quasi 100mila iscritti censiti al 26 giugno. In Svezia, invece, la fascia interessata, quella dei giovani tra i 16 e i 24 anni, ha trovato lavoro più rapidamente degli iscritti ai servizi pubblici per l’impiego di età maggiore.
L’Italia, tuttavia, non è l’unico paese in ritardo con l’attuazione del progetto europeo. Anzi, c’è chi è messo peggio: si tratta della Spagna, che vive una drammatica situazione ben delineata da una ricerca condotta da Lavinia Serrani. Il portale online iberico, infatti, è stato attivato solo il 7 luglio, oltre due mesi dopo quello italiano.
In Austria e in Germania la “Garanzia” prevede il rafforzamento di misure già presenti sul territorio. Il piano tedesco è partito l’8 aprile 2014 e ricalca quella misura nazionale che impegna i servizi pubblici per il lavoro a fornire un’opportunità ai giovani entro 6 settimane dalla domanda. Gli austriaci, invece, puntano forte sull’apprendistato e sulla formazione dei giovani offrendo una garanzia su due livelli: una per la fascia d’età fino ai 18 anni, l’altra per quella 19-24. Particolarmente interessante per il caso italiano è l’esempio francese. A fronte di una disoccupazione giovanile preoccupante, i transalpini hanno preferito sperimentare nel 2013 la “Garanzia” su un campione territoriale delimitato, per un totale di 10mila giovani. Sulla base dei risultati ottenuti il gruppo di riferimento verrà ampliato di anno in anno.
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