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Garanzia Giovani, ecco perché il progetto è ancora fermo

Andrea Scutellà
Garanzia Giovani, ecco perché il progetto è ancora fermo

Inchiesta del Tirreno su Garanzia Giovani, il programma lanciato dal governo Letta in favore dei neet: finanziamenti bloccati al ministero, mancano i bonus occupazionali. E nel portale spuntano offerte di lavoro paradossali

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È tempo di mantenere le promesse. Sarebbe un delitto, oggi, deludere i 170 mila che ancora credono in "Garanzia Giovani" il progetto lanciato in pompa magna dal governo il 1 Maggio 2014 (in Toscana, però, era già attivo dal 28 aprile). L'obiettivo era quello di trovare un'occasione di lavoro, apprendistato, tirocinio, o, in subordine, di formazione, per i neet, ovvero quei ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano. Ma il progetto, al momento, è fermo al palo. Pacta sunt servanda: bisogna onorare i patti, dicevano i romani. E qui non si tratta di un semplice contratto privato, ma di un patto generazionale: il canale attraverso cui i padri hanno promesso di immettere nel mercato del lavoro i loro figli.

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Le adesioni. La campagna informativa di Garanzia Giovani non ha mai fatto breccia nei cuori dei neet. Secondo Adapt, associazione fondata da Marco Biagi nel 2000, solo il 6,7% dei potenziali destinatari si sono iscritti effettivamente al programma. Si parla di circa 170 mila ragazzi, su un bacino di circa 2 milioni e 300 mila neet. Tra chi si è registrato al programma, inoltre, solo 36 mila ragazzi hanno ricevuto una chiamata dai centri per l'impiego e 23 mila hanno svolto il primo colloquio orientativo. Al 26 giugno 2014, però, c'erano quasi iscritti 100mila alle selzioni. Circa 40mila ragazzi, dunque, non hanno avuto notizie dall'amministrazione. E dire che il bando prometteva che sarebbero stati ricontattati entro i primi due mesi. Nel frattempo Adapt ha lanciato l'hashtag #maqualegaranzia, dove si raccolgono le storie dei giovani delusi dal progetto.

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I soldi. In teoria ci sono. Almeno 1 miliardo e 100 milioni stanziati dall'Unione Europea a luglio, che arrivano dal capitolo sulle "Iniziative a favore dell'occupazione giovanile" e dal Fondo sociale europeo. Il problema, semmai è il co-finanziamento da parte dell'Italia di 400 milioni, previsto dalla Commissione europea. Ma nel bilancio dello Stato questi soldi esistono? Il ministero del Lavoro non ha ancora risposto alle nostre sollecitazioni. Le regioni, dove possono, anticipano i soldi. In Toscana il caso è quello del sostegno all'auto-imprenditoria giovanile e al servizio civile (per cui, però, manca ancora il bando per i ragazzi interessati). Per la misura più attesa, però, cioè il bonus occupazionale alle imprese che intendono assumere i giovani dal progetto, si attende ancora il provvedimento annunciato dal ministro Poletti al rientro dalle ferie.

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I centri per l'impiego toscani. Con i bonus fermi, al momento, i centri per l'impiego possono offrire ai ragazzi solo delle opportunità che già esistevano a prescindere da "Garanzia giovani". Per lo più si tratta del "solito" corso gratuito, anche se c'è qualche eccezione. A Livorno si parla delle occasioni di formazione del progetto "Giovanilì" e di una "linea diretta" con le aziende che vogliono assumere tirocinanti con cui hanno già preso accordi. A Pisa l'ottimo servizio di marketing territoriale della provincia è riuscito già a incrociare domanda e offerta di lavoro per 25 assunzioni, tra cui un apprendistato e alcuni contratti a tempo indeterminato. Simbolico è il caso della Fondazione "Madonna del soccorso" e del suo atto di fiducia nei confronti del governo: l'assunzione di due ragazze dal fondo Garanzia giovani, prima ancora che venga attivato il meccanismo dei bonus occupazionali. Anche da Massa-Carrara fanno sapere di voler approfittare delle occasioni già presenti. Ad esempio il bando per i tirocini extra curriculari o i percorsi formativi per giovani tra i 15 e i 18 anni, mentre per "le altre azioni, servizio civile, apprendistato e bonus occupazionali si attendono gli avvisi/bandi da parte di INPS e Regione".

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Il portale. "In attesa della partecipazione - si legge nel sedicesimo report del ministero sul progetto, datato 29 agosto - alle singole misure a seguito degli avvisi regionali, continua l'inserimento "spontaneo" delle occasioni di lavoro (…). Ad oggi, le opportunità di lavoro complessive pubblicate dall'inizio del progetto sono 9.109, per un totale di posti disponibili pari a 13.169". Tutti gli indizi, però, portano a pensare che non si tratti di una gamma di proposte pensate appositamente per i neet, ma di un contenitore riempito in tutta fretta con il poco che si aveva a disposizione: gli annunci già presenti sul portale statale Cliclavoro. All'interno del portale è possibile trovare qualsiasi tipo di offerta: dall'informatico con esperienza decennale di Massarosa allo stage da 3 a 6 mesi nelle risorse umane, rubricato come offerta di lavoro a tempo indeterminato. Alcune offerte presentano ancora i codici html nel corpo dell'annuncio, segno di un'inequivocabile copia-incolla da un sito all'altro. Il portale, inoltre, non è performante: manca un'indicizzazione dei contenuti e l'aggiornamento delle pagine, spesso, è troppo pesante. Inoltre, ci fa sapere Giulia Rosolen di Adapt, coordinatrice dell'Osservatorio su "Garanzia giovani", che "la maggior parte delle offerte del mese di luglio era collegata a una stagionalità" un lavoro così precario e temporaneo che per i giovani è tutto, fuorché una garanzia.

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