La manifestazione
“Short skin” parla con accento toscano
La Toscana sbarca al Lido grazie a Duccio Chiarini, il giovane regista fiorentino che esordì alla Mostra due anni fa con l'originale "Hit the road nonna!"
Estate difficile per un giovane pisano in Versilia: la Bianca di cui è innamorato ha già un fidanzato, i genitori sono in crisi perché la mamma ha scoperto che il marito la tradisce e non si trova neppure un cane che monti la cagnolina di casa. La Toscana sbarca al Lido grazie a Duccio Chiarini, il giovane regista fiorentino che esordì alla Mostra due anni fa con l'originale "Hit the road nonna!". Il suo nuovo film, intitolato "Short skin", presentato nella sezione Biennale College, ha divertito ed emozionato.
Girato tra Forte dei Marmi e Pisa, racconta l'estate di un adolescente intimorito dal passaggio nel mondo degli adulti, tra complessi del sesso e crisi familiari. Dallo schermo risuonano gli accenti pisano e livornese sulle bocche di giovani ragazzi scanzonati e il richiamo alle atmosfere dei film di Paolo Virzì diventa inevitabile. «Il cinema di Virzì, un regista che stimo, mi piace molto« dice Chiarini «ma il mio film guarda ai modelli francesi e svedesi, a uno stile distaccato non localistico». Il titolo si riferisce alla "pelle stretta" del pene del protagonista, che deve operarsi di fimosi, ma «diventa -spiega Chiarini - la metafora del dover uscire dalle chiusure emotive, dell'aprirsi al mondo, per abbandonare le paure e lanciarsi nella vita».
Una metafora che poteva prestarsi a facili doppi sensi e gag da cinepanettone o, al contrario, per indugiare sulle cupezze e le angosce dell'adolescenza, invece il film rimane in perfetto equilibrio tra sorrisi e tenerezza.
IL TRAILER DEL FILM
«Era quello che volevo e sono contento se ci sono riuscito: la sfida era raccontare un passaggio adolescenziale delicato con una storia che incuriosisse e potesse prevedere anche spunti da blockbuster». In una scena, il protagonista, terrorizzato dalla sua "prima volta", si esercita con un polpo: a raccontarla sembra squallida o pecoreccia, mentre a vederla ci si commuove quasi. «Non l'ho girata per far ridere o scandalizzare, ma per mostrare la follia di quell'età senza vergogna. È merito del direttore della fotografia e di Matteo Creatini se quella sequenza è venuta così». (L'ANTICIPAZIONE)

(A sinistra il regista Duccio Chiarini, a destra il protagonista Matteo Creatini detto CreMa)
Matteo Creatini, il protagonista, è un ragazzo di Rosignano Solvay, per la prima volta sullo schermo, come tutti gli altri giovani attori del film. «In realtà - spiega il regista - Matteo è un rapper grintoso, ma qui ha recitato bene il timido scoglionato che non è». Infatti è bravissimo, come tutti gli altri giovani esordienti: Francesca Agostini, di Montecarlo vicino Lucca, nel ruolo di Bianca; il livornese Nicola Nocchi, convincente come amico estroverso e sbruffone; la pisana Bianca Ceravolo, la più spassosa nel ruolo della sorella del protagonista. Un cast affiatato di non professionisti che recitano con straordinaria naturalezza. "Lavorare sugli attori è la parte del mio lavoro che preferisco. Qui erano tutti alla prima esperienza». Tra gli adulti, si segnalano il livornese Michele Costacci nel ruolo del padre e Francesco Acquaroli in quello del medico. Chiarini dichiara di essere molto grato alla Biennale College, un laboratorio organizzato dalla Biennale di Venezia, che ha il compito di produrre ogni anno tre opere a microbudget . Una delle tre è appunto "Short skin", costato solo 150 mila euro e girato in appena 24 giorni: cifre record per un film.
ALCUNE IMMAGINI DAL BACKSTAGE


Foto di Margherita Verona

Foto di Baris Ozbicer
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