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Lombardi: per anni un trucco per consentire la balneazione

Lombardi: per anni un trucco per consentire la balneazione

Il primo cittadino di Pietrasanta accusa l’amministrazione Mallegni: faceva ricorso all’acido peracetico alla foce dei fossi, per questo le analisi andavano meglio

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di Luca Basile

PIETRASANTA. Sindaco Lombardi: con i 2 nuovi impianti di ionizzazione alle foci dei fossi Fiumetto e Motrone - costo 1 milione e 300 mila euro finanziati dalla Regione e operativi dall’estate 2015 - non ci saranno più divieti di balneazione a Marina?

«Purtroppo non è così automatico: gli impianti, che grazie all'utilizzo dell'ozono uccidono, in parole povere, i batteri nei fossi, sono una soluzione importante, ma controllo delle reti fognarie, degli scarichi abusivi e monitoraggio dei depuratori restano prioritari nella lotta per la tutela delle nostre acque».

Negli ultimi anni, fra Fiumetto e Motrone, ci sono stati 3 divieti di balneazione, la Bandiera blu è stata assegnata su alcuni litorali di Marina e su altri no e la rabbia di balneari e turisti è crescente: rispetto al passato le analisi ci bocciano. Perché?

«Semplicemente perché in passato si faceva ricorso, in modo improprio, all'acido peracetico alle foci dei fossi. Un utilizzo sistematico e non consentito, questa è la verità. L'acido peracetico è un sintomatico: sul momento migliora i parametri delle analisi delle acque, ma non risolve il problema, anzi i suoi effetti su persone e fauna e ancora in mare, sono tutti da verificare».

Quando si faceva ricorso a questa soluzione?

«Durante il mandato amministrativo del centro-destra. Se poi la responsabilità era dei politici o dei funzionari all'ambiente, questo non sta a me dirlo. Resta l'uso improprio dell'acido in questione».

Parole che mettono in luce gravi responsabilità, ci sembra di capire.

«Non è la prima volta che lo affermo e comunque mi attengo ai fatti. Qualcuno mi venga a smentire, nel caso. Ma non verrà nessuno».

E cosa ha fatto l'amministrazione Lombardi, in questi 4 anni e mezzo, per tutelare il mare e i fossi del territorio?

«Molto: ci sono stati 260 avvii di procedimento per il corretto allaccio alla rete fognaria in via del Barcaio: oggi buona parte di questi utenti sono allacciati. Ci sono stati monitoraggi periodici lungo i fiumi in collaborazione con Forte dei Marmi, per la zona di Roma Imperiale e di Camaiore, per le aree di campagna e ancora per i corsi d'acqua provenienti da Stazzema e Seravezza. Inoltre Gaia interverrà, sempre sulla rete fognaria non solo in via del Barcaio, ma anche in parte a Focette. E proseguirà il monitoraggio dei depuratori».

Quanti scarichi abusivi avete rilevato?

«Una decina, sempre in collaborazione con gli altri Comuni. Fra questi un albergo a Forte dei Marmi, due distributori di benzina sul nostro territorio, e ancora sversamenti nel fosso Tonfano, a Motrone, rotture di rete fognaria a Focette. Per non parlare di alcuni parametri ampiamente sballati nella zona di Roma Imperiale. Oggi la situazione è migliorata, ma va adeguata la rete fognaria e realizzate vasche di prima pioggia per depurare le acque meteoriche in eccesso e soprattutto dobbiamo intensi fare la lotta agli scarichi abusivi. Il lavoro non è stato completato».

Se però basta un giorno di pioggia, prima dei campionamenti delle acque, per un divieto di balneazione allora siamo messi male: ai concessionari cosa risponde?

«Che il lavoro portato avanti d'intesa con la Regione porterà risultati concreti. Ma che serve la collaborazione di tutte le componenti. Balneari inclusi».

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