La protesta
Sciopero dei lavoratori di Eataly a Firenze
Bandiere e striscioni davanti allo store di via Martelli. Il negozio ha aperto lo scorso 17 dicembre
FIRENZE. Sciopero sabato 30 agosto allo store Eataly di Firenze: la protesta, accompagnata da un presidio di fronte al negozio, è stata decisa da un gruppo di giovani dipendenti, assunti con contratti a termine mediante l'utilizzo di un'agenzia interinale, ai quali l'azienda ha comunicato che non saranno rinnovati, insieme, hanno spiegato loro stessi, "ad altri 60 ragazzi, in pratica il 50% del personale del negozio".
L'iniziativa, in corso anche domani, spiegano ancora gli organizzatori, è la prima del genere in Italia. Lo scorso 17 dicembre, ad inaugurare il punto Eataly erano stati lo stesso patron della catena, Oscar Farinetti, insieme al non ancora premier, ma allora sindaco del capoluogo toscano, Matteo Renzi. "Se Farinetti rappresenta il nuovo modello dell'imprenditoria italiana stiamo freschi - hanno detto tre dei giovani non 'rinnovati' durante il presidio - la dismissione del 50% dei posti di lavoro creati alla fine dello scorso anno da Farinetti testimonia che lo sbarco a Firenze con 120 addetti era solo uno spot". Secondo Giuseppe Cazzato, dei Cobas (la sigla che supporta lo sciopero di oggi), al momento nello shop Eataly di Firenze le persone assunte direttamente dall'azienda e non in via interinale sono "meno del 10%" e, all'interno del negozio "manca la rappresentanza sindacale e la direzione, sistematicamente, non ascolta le richieste dei lavoratori".
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