Il Tirreno

Toscana

Il lato gustoso del maltempo: funghi da record

di Andrea Scutellà
Il lato gustoso del maltempo: funghi da record

L’estate piovosa anticipa la fioritura e scatta la caccia nei boschi. Voi ne avete già trovati? Se è così inviateci le vostre foto

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La pazza estate delle piogge torrenziali, che ha fatto dannare i balneari, potrebbe trovare un alleato fino ad oggi impensato: l'appassionato di funghi. Sembra infatti che nelle zone calde della Toscana la caccia al porcino sia scattata in anticipo rispetto al solito. La notizia che trova più conferme, però, è quella di una fioritura anticipata di galletti. Anche se i fungaioli, a volte, preferiscono glissare sull'argomento.

Qui Garfagnana. «È un boom rispetto agli altri anni: nel mese di luglio io non li ho mai trovati, quest'anno invece sì. Se non si alza il vento a fine agosto potrebbero essercene molti di più». Gioele è un ragazzo di Sulcina, frazione del comune di Villa Collemandina. Nel periodo della raccolta funghi lavora per l'Osteria del Vecchio Mulino di Castelnuovo e cerca le prelibate muffe nascoste nel sottobosco garfagnino. «Questa stagione è un po' stramba - racconta - di regola a luglio e agosto non si trovano molti funghi. Quest'anno, invece, grazie alle piogge qualcosa è spuntato». Il Secolo XIX ha parlato di un agosto che ha polverizzato ogni record in Liguria. In Toscana, invece, gli esperti sono più cauti. Gioele, però, è testimone di una fioritura quantomeno insolita: «Ho trovato alcune specie di porcini che di solito si vedono solo alla metà d'ottobre; i galletti, che sono settembrini, c'erano già a luglio; ci sono persino le trombette di morto: le chiamano così perché di solito spuntano nel periodo in cui ricorre la celebrazione dei morti e io le ho trovate già a luglio. Ho trovato anche gli ovuli, che da queste parti chiamiamo cocchi: ma solo quelli “buoni” sono commestibili, quelli “cattivi” sono velenosi». Giuseppe Rossi dell'Unione dei Comuni della Garfagnana, invece, procede con maggiore cautela: «Diciamo che dopo le piogge c'è stata una nascita limitata a zone un po' più calde e magari riparate dal vento. Quest'anno giugno è stato magro, anche se di solito è un buon mese per i cercatori».

Qui Lunigiana. «Il boom non esiste - racconta Andrea Filippelli dell'Asbuc (Amministrazione separata beni di uso civico) di Zeri, che gestisce i terreni delle riserve - nasce qualcosa nelle campagne, non sulle montagne. Deve uscire un po' di caldo per fare un po' di muffe. Questa acqua qui ha slavato, più che far bene ha fatto male». Anche i ristoratori lunigianesi smentiscono che si tratti di una stagione eccezionale. «Al massimo si trovano i galletti, ma per il resto non si sono visti né ovuli, né porcini - precisa Marco Giumelli, ristoratore di Zeri - Magari è facile che vengano presto, ma io ancora non ne ho ancora comprati. Adesso andranno indicativamente tra i 10 e i 15 euro al mercato, quando nasce d'estate la merce non è che costi più di tanto perché non è bella come a settembre o a ottobre». Poi chiosa, con una nota di colore: «Se oggi in tutte Zeri e Pontremoli cercassi un chilo di funghi non riusciresti a metterlo insieme».

Qui Maremma. Al contrario degli esperti lunigianesi, Giuseppe Vella, presidente del gruppo micologico follonichese dal 1981, parla di una stagione eccezionale: «Ci sono arrivate notizie di un boom dalla Garfagnana, dal Mugello e dal Casentino e anche qui in Maremma è stata una cosa straordinaria - racconta l’esperto - erano una cinquantina d’anni che non si vedevano così tanti funghi d’agosto. Merito delle piogge intervellate dal sole e dell’assenza di vento, che avrebbe potuto far evaporare l’umidità dal terreno. Si trovano porcini, in particolare i boletus aestivalis, che presentano un reticolo bianco sul gambo, le russole e i galletti. Certo non ha fruttificato ovunque, ma in alcune zone particolari come Pian d’Alma».

Qui Montagna Pistoiese. «Il nostro ufficio fornisce solo informazioni, quindi non abbiamo notizie di prima mano. Però posso dire che quest'anno l'interesse intorno ai funghi è cresciuto» ammette Marco Ferretti della Provincia di Pistoia. Un'opinione condivisa da Costanza Pierozzi dell'Asl 3 toscana, che si occupa prevalentemente di intossicazioni alimentari. «Fino ad oggi non ci sono stati grandi casi di intossicazione, a parte nell'aretino, ma qui in zona non è ancora capitato. Può darsi che la gente - sottolinea - abbia cominciato a imparare che i funghi devono essere controllati dall'ispettorato micologico. A Pistoia c'è un micologo disponibile tutti i giorni dalle 12 alle 13. Anche se non mi occupo in prima persona dei controlli vedo un gran via vai di persone che vengono all'ispettorato». Sulla Montagna Pistoiese, però, non ci si limita alla caccia al fungo tradizionale. L'Ecomuseo e l'Orto Botanico della Foresta dell'Abetone, infatti, organizzano delle escursioni sui generis. «Si svolge come una caccia al tesoro - racconta Eva Sagona, responsabile amministrativa dell'Orto Botanico - ma in realtà si tratta di un'esplorazione della zona boscosa per conoscere i funghi. Si utilizzano delle schede per riconoscere i caratteri di ogni specie: dal colore alle forme, dal viraggio alla presenza degli anelli. Con queste caratteristiche, poi, facciamo anche poesie in rima. Partecipano bambini, adulti e tante famiglie. Abbiamo già fatto un paio di escursioni e di cacce in questo mese. Abbiamo replicato anche a Ferragosto, con un gioco che riguardava i funghi». Durante le passeggiate nel bosco le prelibatezze non vengono toccate: la zona dell'Orto Botanico è riserva naturale e lo scopo delle esplorazioni è puramente conoscitivo. Eva, allora, può esprimersi fuori dai denti, senza paura di rivelare un segreto da fungaioli: «I nostri micologi quest'anno hanno riscontrato un'abbondanza di funghi di tante specie diverse, comprese quelle commestibili, che non si vedeva dal 2002».

L'INIZIATIVA. Anche voi siete appassionati fungaioli? Avete già fatto delle buone raccolte? Se è così inviateci le foto dei vostri funghi da record cliccando qui specificando dove e quando li avete raccolti oppure postate i vostri scatti sulla nostra pagina Facebook  o inviateceli via mail a web@iltirreno.it. Come lo scorso anno realizzeremo delle gallerie fotografiche che pubblicheremo sul nostro sito.

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