La manifestazione
Ecco i 27 "Comuni Ricicloni" della Toscana secondo Legambiente
Empoli "rifiuti free" è l'esempio da seguire. Monsummano Terme è il comune sopra i 10mila abitanti che ricicla di più in Toscana, la percentuale è dell'85%. Bene anche il Circondario Pistoiese. Ma Legambiente avverte il Ministero: "È inaccettabile e controproducente una modifica degli obiettivi di raccolta differenziata stabiliti nel 2006"
Sale in Toscana la percentuale dei "Comuni ricicloni" secondo l'indagine sulla raccolta differenziata dei rifiuti condotta da Legambiente. La regione, infatti, si piazza all'ottavo posto della classifica nazionale, con 27 comuni che hanno centrato l'obiettivo - previsto anche dalla legge - del 65% di raccolta differenziata, contro i 21 del 2013. Sono in regola, dal punto di vista del riciclo, il 9,4% dei comuni toscani, percentuale che sale rispetto al 7,3% del 2013, ma che è ancora lontana anni luce dalle eccellenze del Nord est (67% in Veneto, 50,2% in Friuli) e del Centro (34,6% nelle Marche). Ed è sotto anche al dato campano (11,1%).
La classifica. Monsummano Terme merita il titolo di comune "più" riciclone della Toscana, tra quelli al di sopra dei 10mila abitanti: la percentuale di raccolta differenziata è dell'85% dei rifiuti trattati. Lo eguagliano Montelupo Fiorentino, Serravalle Pistoiese e Certaldo, che sono sotto, però, nell'indice di buona gestione dei rifiuti elaborato da Legambiente. Vince nella categoria comuni sotto i 10mila abitanti Gambassi Terme in provincia di Firenze con l'89,5% di raccolta differenziata.
Gli altri comuni toscani sopra i 10mila abitanti inclusi in questa speciale classifica sono: Montespertoli, Fucecchio, Cerreto Guidi, Empoli, Vinci, Castelfiorentino, Capannori, Ponsacco, San Giuliano Terme, Calcinaia, Santa Croce sull'Arno, Seravezza, Montale e Vecchiano. Tra quelli sotto i 10mila abitanti, invece, si trovano in provincia di Pistoia Lamporecchio e Larciano Capraia; in provincia di Firenze Limite, Incisa Valdarno e Montaione; e Vaiano in provincia di Prato.
Molti di questi sono "Comuni Rifiuti Free", ormai vicini al riciclo totale dei rifiuti prodotti: hanno percentuali di raccolta differenziata che oscillano tra il 75% e il 90%, ben oltre le soglie imposte dalla legge.
Circondario Empolese Valdelsa e Circondario Pistoiese. Sono le zone virtuose del riciclo toscano. Empoli, in particolare, è segnalato come esempio principe di comune "rifiuti free" che applica il principio del "Chi inquina paga". Grazie alla puntualità della raccolta porta a porta, infatti, è possibile tassare in maniera mirata i cittadini che producono più rifiuti. La città, inoltre, ottiene uno speciale riconoscimento: vince il Premio Fater nell'area centro, per la particolare attenzione nella separazione di pannolini e pannoloni.
VIDEO / EMPOLI RIFIUTI FREE
(Video di Legambiente)
L'appello di Legambiente. Oltre l'entusiamo, però, Legambiente tiene a lanciare un monito al Ministero dell'Ambiente: "Legambiente trova inaccettabile e controproducente l'articolo del disegno di legge collegato alla legge di stabilità in discussione in Commissione ambiente della Camera dei deputati, che prevede di posticipare gli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal decreto legislativo 152 del 2006. Con la normativa ancora oggi vigente, infatti, dal 1 gennaio 2013 tutti i Comuni che non hanno raggiunto il 65% di differenziata pagano un'addizionale del 20% al tributo di conferimento in discarica. Con le disposizioni previste dal collegato ambientale alla legge di stabilità, invece, la multa verrebbe pagata solo a partire dal 2015 dai Comuni che non avranno raggiunto il 35% di differenziata nell'anno precedente, nel 2017 sarebbero coinvolti i Comuni che non avranno raggiunto l'obiettivo del 45% nell'anno precedente e nel 2021 quelli che non avranno raggiunto l'obiettivo del 65% nell'anno precedente. Un provvedimento di questo tipo rappresenterebbe inoltre un ingiustificato condono a chi ancora non si è attivato per una corretta gestione dei rifiuti, un disincentivo ad impegnarsi su questo fronte per i prossimi anni e una beffa per i "Comuni ricicloni" e che hanno dimostrato come l'obiettivo del 65% fosse raggiungibile. Il Ministero dell'Ambiente, promotore di questo disegno di legge, invece di pensare al condono per le multe sull'ecotassa, dovrebbe approvare al più presto il decreto sulla tariffa puntuale, previsto dalla legge di stabilità 2014".
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