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La memoria perduta nel buio
L'articolo: la Spoon River dei morti senza nome - La mappa dei cadaveri ignoti
Nel mondo anglosassone l’anagrafe dell’ignoto ha un risvolto di pietà: dai tempi di Edoardo terzo d’Inghilterra (1300) c’è un nome inventato, assegnato ai morti senza riconoscimento. John Doe, si chiamano. O Janie Doe, se si tratta di una donna. O Baby Doe, se è un bambino. Nel loro primo utilizzo i Doe non erano morti: quel nome era assegnato, chissà perché, alla figura casuale e inventata di un proprietario terriero, citata in una legge dell’epoca. Poi, per traslazione, quel breve nome è diventato il segno distintivo dei cadaveri che un nome vero non ce l’avevano.
La sfortunata famiglia Doe, un elenco sterminato, attraversa sette secoli in Gran Bretagna come negli Stati Uniti, in Australia come in Canada. Gente con profilo diverso: criminali, profughi, eroi, soldati, borghesi, guerrieri, contadini, poveracci. Fatti a pezzi dal nemico, travolti dalle inondazioni, ammazzati in una lite, gettati in una fossa comune e poi confusi ossa dopo ossa, inghiottiti dai terremoti, annegati, massacrati in una scorribanda efferata. Scivolati in un burrone per sbaglio. Arsi vivi. Pugnalati nell’angolo malsano di un vicolo e, forse, anche nel buio della nostra coscienza.
Ma in Italia è diverso. I morti senza identità restano tali. Noi abbiamo “N.N.”, che sta per il latino . “nomen nescio” (traduzione: il nome non lo so). Oppure il Milite Ignoto, iscritto su lapidi e monumenti, che dà il senso epico di battaglie sanguinose e senza lieto fine.
Gli Ignoti oggi sono decine di disperati sui barconi. Anche loro senza nome, dopo viaggi allucinanti ed epiloghi tragici. Ma anche singole vittime di oscuri delitti, che riaffiorano per raccontarci solo un brandello delle loro storie, trame di romanzi con le pagine strappate e le righe cancellate.
Milleduecentocinquantotto salme senza nome, in Italia, oggi. Penso a loro ma anche alle loro milleduecentocinquantotto madri che non sanno se soffrire per una scomparsa o una morte. Milleduecentocinquantotto padri senza restituzione; senza la ricompensa, mai sufficiente, di un corpo su cui piangere. Figli, fratelli, sorelle, familiari, amici. Un esercito del dolore e della mancata conoscenza, sconfitto in partenza da un nemico invisibile, che ha preso le esistenze altrui ed è andato oltre: ha annientato la memoria.
@fbrancolI
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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