Il dolore
Il Pos è obbligatorio ma i commercianti non ci stanno
Dal 30 giugno professionisti e commercianti avrebbero dovuto dotarsi del Pos ma la legge al momento non prevede sanzioni per chi non si adegua
Da una settimana tutti i professionisti devono obbligatoriamente dotarsi del Pos, la macchinetta per il pagamento elettronico. Ma dal 30 giugno, forse, di nuovi dispositivi se ne sono visti davvero pochi. Sono state le proteste, infatti, a unire gli esercenti, i commercianti e i professionisti di tutta Italia. La legge, infatti, al momento non prevede sanzioni per chi non si adegua, opzione colta al balzo dalla maggior parte delle persone. Per cui, dopo i No-tav, ecco i No-Pos. Come il commercialista pisano Fausto Baggiani. «È un provvedimento inutile – spiega – che non fa altro che agevolare le banche. Noi professionisti potremmo poi avere altri grattacapi, basti pensare a un cliente che si presenta in studio solo col bancomat. In questo caso che cosa dovrei fare? – si chiede il commercialista pisano – Chiamare la polizia? Ovviamente no, aspetto che mi arrivi un bonifico o che torni per saldare il conto, ma potrebbe anche non farlo mai». «Il pos lo metterei solo a costo zero – aggiunge Giuseppe Lunedì, giardiniere dell’isola d’Elba – perché così rappresenta solo l’ennesima regalia alle banche. I miei clienti mi pagano con assegno o bonifico, quindi installarlo non avrebbe senso». Fausto e Giuseppe sono solo due dei No-Pos toscani da noi contattati. Voi, invece, che cosa ne pensate? È giusto installare la macchinetta per consentire di far pagare con il bancomat? Da clienti, invece, siete mai stati respinti in un negozio perché sprovvisti di contanti? Segnalateci le vostre testimonianze.
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