Il dolore
Vuoti i parcheggi degli ospedali: sono cari
A Lucca impazza la sosta selvaggia e i vigili rispondono con le multe, a Pistoia auto sugli sterrati ma la polizia si limita a osservare
Sono semivuoti i parcheggi dei nuovi ospedali di Lucca e Pistoia. Gli utenti e i visitatori del San Luca e del San Jacopo preferiscono lasciare le auto nelle vie adiacenti, piuttosto che utilizzare quelle aree di sosta nuove di zecca. Se ne servono invece i pratesi al Santo Stefano, ma non lo fanno certo di buon grado. Il posto c'è, ma le tariffe sono care. I cittadini non amano essere costretti a pagare per il parcheggio e se la destinazione è l’ospedale, la voglia svanisce del tutto.
Ecco che impazza, allora, la sosta selvaggia. A Lucca la polizia municipale ha risposto a suon di multe. Le auto erano ovunque: dai marciapiedi di via Lippi Francesconi alla rotatoria di via Piaggia. C'è chi si è spinto a parcheggiare lungo la via d'accesso al pronto soccorso. Qualcuno, invece, ha scartato le soluzioni più estreme alla ricerca di un parcheggio gratuito nelle vicinanze. Ed è partito l'assalto alle Poste, all'Itis Enrico Fermi e alla Bindiauto, che ha prontamente sbarrato le rampa di accesso agli agognati posti auto.
A Pistoia la situazione non è diversa. Le auto si affollano negli spazi sterrati e nelle vie d’accesso all’ospedale, impedendo, talvolta, il passaggio alle ambulanze. Il parcheggio a pagamento conta 500 posti, ma viene utilizzato ogni giorno da appena 100-150 vetture. A differenza di quanto successo a Lucca il Comune si limita a monitorare la situazione, senza mostrare i muscoli. L’intento è quello di non infierire sui malati e sui parenti, ma le soste selvagge, nel frattempo, continuano a colpire le vie adiacenti all’ospedale. E il sindaco Bertinelli è tra gli amministratori più agguerriti nella lotta contro il caro tariffe dei parcheggi degli ospedali.
A Prato le strade nei dintorni del Santo Stefano respirano un po’ di più, grazie a un piccolo parcheggio gratuito costruito a fianco delle zone di sosta private. Ma i residenti di via Foscolo hanno lamentato l’impossibilità di parcheggiare nelle vicinanze del Santo Stefano e alcuni di loro, per disperazione, sono arrivati a lasciare la macchina nel parcheggio a pagamento per una notte intera.
Le tariffe sono uguali per tutti: i parcheggi sono gestiti dall’Apcoa Parking Italia per conto di Ge.Sat, società costituita dagli affidatari del project financing dei tre ospedali (a cui si aggiungerà presto quello di Massa Carrara). Si paga 1 euro l’ora, con un tetto massimo di 4 euro al giorno. Attenzione però, perché chi esce dal parcheggio deve pagare nuovamente la tariffa: come nel caso segnalato da una signora lucchese che si è trovata a dover sborsare un totale di 8 euro, per due soste che superavano le 4 ore nell’arco della stessa giornata. Ed è un punto su cui l’Apcoa non è disposta a scendere a patti. Alla nostra domanda sulla possibilità di venire incontro agli utenti e prevedere un unico biglietto giornaliero, hanno risposto con un lapidario: «Non è possibile».
Singolare è anche la situazione dei lavoratori delle cooperative che all’interno dell’ospedale San Jacopo si occupano della ristorazione e delle pulizie. Inizialmente sono stati invitati a pagare il parcheggio, ma dopo veementi proteste sono state concesse loro alcune tessere gratuite. Il problema è che spesso i posti destinati non sono sufficienti, soprattutto durante i cambi turno. L’Apcoa sostiene che le richieste in questione sarebbero «allo studio del concessionario».
«In fase di discussione con la Asl» è anche il rimborso preannunciato per i donatori di sangue, che dovrebbero essere forniti di una tessera ad hoc, prepagata direttamente dall’azienda sanitaria.
A fronte di una gestione così inflessibile i parcheggi restano vuoti. La società che li gestisce non intende divulgare informazioni sui mancati incassi e sulle eventuali ripercussioni che potrebbero avere sul project financing in cui si sono impegnati i costruttori degli ospedali. Quel che è certo è che le amministrazioni comunali torneranno presto a chiedere un ribasso delle tariffe, ancora invise a gran parte della cittadinanza.
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