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Toscana

Gli enti spreconi: possiedono palazzi ma pagano affitti salati

Gli enti spreconi: possiedono palazzi ma pagano affitti salati

La Cgil toscana: buttati via 10 milioni. A Pontedera l’Inps spenderà 100mila euro per una sede che lascerà

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FIRENZE. C’è la sede Inps di Firenze che paga un affitto annuo di 1 milione 300mila euro a fronte di 9 immobili di sua proprietà, in città, che sono del tutto inutilizzati. Copione identico a Siena, dove sempre l'Inps, a fronte di 2 affitti per cui esborsa in totale ogni anno 890mila euro, potrebbe invece utilizzare un immobile suo, e in pieno centro, che giace in abbandono. Stessa storia per la sede fiorentina dell’Agenzia delle Dogane che ad agosto trasferirà i suoi uffici in un nuovo plesso all’Osmannoro dove pagherà un canone annuo di 210mila euro: a 3 chilometri di distanza, ci sarebbe però la sede provinciale dell’Agenzia di Prato, che nei suoi spazi sconfinati ospitati nell’Interporto Gonfienti, che ha in comodato d’uso gratuito, potrebbe accogliere anche l’ufficio fiorentino.

E ancora: ci sono la sede Inps di Pontedera che paga 200mila euro l’anno di affitto invece di trasferirsi nella vicina sede Inail che ha locali sottoutilizzati, e le tre ex-sedi Inpdap di Livorno, Lucca e Arezzo, che, vuote da oltre un anno, sono completamente inutilizzate. Stesso discorso per due immobili di proprietà Inps a Pisa, il primo in piazza Sant’Antonio, di 408 metri quadri, e il secondo, appena ristrutturato, in via Bonaini, di 1615 metri quadri, entrambi inutilizzati. È la lunga lista degli sprechi delle amministrazioni pubbliche, redatta dalla divisione Funzione pubblica della Cgil. Se è giusto mettere mano a una radicale riforma della Pubblica amministrazione, dall'altro, denuncia il sindacato, è bene cominciare a farlo eliminando gli sprechi generati dagli enti di proprietà pubblica: il risparmio che si ricaverebbe attraverso una migliore gestione del patrimonio immobiliare di Inps, Agenzia delle Entrate, delle Dogane, e del Territorio, ammonterebbe ogni anno per la Toscana, ad almeno 10 milioni di euro.

«Ed è una stima approssimativa», sottolinea il responsabile Funzioni centrali di Cgil Toscana, Santo Bartuccio. Per la Cgil gli sprechi vanno eliminati partendo da quelli commessi dai massimi dirigenti. «Per questi - dichiara Giulietta Oberoster, segretaria fiorentina della Funzione pubblica Cgil - l’obiettivo è solo uno: arrivare a risparmi per poter portare a casa il premio di risultato previsto dal contratto. Se il risparmio ammonta però a 10, a fronte di un affitto strappato a condizioni leggermente migliori rispetto alle precedenti, o a 100, tramite il trasferimento in blocco della propria sede in un immobile di proprietà pubblica, nulla cambia al fine dell’ottenimento dell’obiettivo». La pietra dello scandalo, secondo la Cgil, è che il beneficiario degli affitti milionari nei casi più eclatanti è il Fondo di Immobili pubblici, il consorzio privato nato dalla cartolarizzazione degli uffici pubblici voluta da Tremonti.

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di Redazione web