Attenzione
Flop bonus giovani: 22mila assunti
Alle aziende non sembra sufficiente l’azzeramento dei contributi previdenziali
ROMA. Non basta l’azzeramento dei contributi previdenziali per un anno e mezzo per convincere le aziende ad assumere giovani disoccupati: secondo quanto emerge dai dati Inps sulle richieste di «bonus» per l’assunzione di giovani tra i 18 e i 29 anni, infatti, sono state confermate dalle aziende solo poco più di 22.000 domande di assunzione in quasi 11 mesi, una cifra molto al di sotto degli obiettivi del governo che lascia inutilizzata una buona parte delle risorse stanziate (794 milioni per le assunzioni fatte tra il 7 agosto 2013 e il 30 giugno del 2015).
Buona parte del risultato è legato alla crisi economica che rende le imprese ancora molto prudenti nel’aumento dell’organico. Il bonus messo in campo dal governo Letta infatti prevedeva che il beneficio fosse accordato in caso di assunzione a tempo indeterminato (o trasformazione di contratto a termine in un rapporto a tempo indeterminato) che determinasse l’aumento della base occupazionale dell’azienda rispetto all’anno precedente (quindi non utilizzabile per il normale turn-over). Destino migliore, invece, sembra avere il progetto “Garanzia Giovani” partito il primo maggio che secondo il sottosegretario al Lavoro, Luigi Bobba, ha già visto 3.300 offerte di lavoro da parte di aziende. «Al momento ha un effetto importante», ha confermato il segretario della Cgil, Susanna Camusso. Resta lontano invece l’obiettivo del governo di creare 100.000 nuovi posti di lavoro con il bonus previsto dall’esecutivo Letta, visto che a un anno dal varo del decreto (28 giugno 2013) il numero totale delle domande di prenotazione arrivate per l’assunzione di giovani disoccupati (dati Inps al 23 giugno 2014) erano 28.606, ma tra queste 5.499 sono scadute (andavano confermate entro la settimana successiva alla prenotazione). Le domande confermate sono quindi appena 22.124.
Non basta quindi il taglio totale dei contributi per 18 mesi per convincere le aziende ad aumentare il personale ma la prudenza delle imprese è cresciuta negli ultimi mesi. Se infatti a metà ottobre 2013 le domande arrivate erano 11.000 e a metà dicembre 18.000 il numero delle richieste ha rallentato fortemente nei mesi successivi. Tra le domande di assunzione prevalgono quelle degli uomini (13.827) rispetto a quelle delle donne (8.297). Per il 2013 erano a disposizione 148 milioni che avrebbero dovuto consentire l’assunzione di circa 20.000 giovani.
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