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Povertà in Toscana, sempre più disoccupati si rivolgono alla Caritas

Povertà in Toscana, sempre più disoccupati si rivolgono alla Caritas

Nel 2013 hanno chiesto aiuto ai centri oltre 25mila persone, il 6,4% in meno rispetto al 2012. Dal 2007 è la prima volta che si assiste a un calo

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FIRENZE. Aumenta il numero dei disoccupati della Toscana che si rivolgono alla Caritas. Lo dice il dossier 2014 presentato giovedì 12 giugno. Tra le persone che si rivolgono ai centri la percentuale dei disoccupati è passata dal 74% del 2012 al 76,4 del 2013: l'incremento più significativo - nota il Dossier - dall'inizio della crisi a oggi. Le persone che nel 2013 si sono rivolte a uno dei 152 Centri Caritas sparsi in Toscana sono state complessivamente 25.353: il 6,4% in meno rispetto ai 27.095 registrati nel 2012. Dal 2007 è il primo anno che si assiste a un calo: ma "guai a trarre la conseguenza - scrive il Dossier 2014 - che tale diminuzione derivi da un miglioramento socio-economico delle condizioni di vita delle categorie più vulnerabili e che quindi possa essere considerato una sorta di lumino in fondo al tunnel della crisi".

Il 56% degli utenti che nel 2013 hanno bussato alle porte della Caritas (14.194 persone) in Toscana sono donne, un dato in linea con quello 2012 ma che è lievemente superiore all'incidenza media nazionale (54,4%). Il rapporto evidenzia che è aumentata la quota di italiani che si rivolgono ai centri, mentre le persone straniere sono state 17.250 (il 68,1% del totale, mentre il dato nazionale si ferma al 61,8%) in calo rispetto ad alcuni anni fa quando questa quota toccava l'80%. L'età media di chi si rivolge a Caritas è 43 anni. Il 47,8% non è coniugato. Chi si dichiara disoccupato è passato dal 74% del 2012 al 76,4 del 2013: l'incremento più significativo - nota il Dossier - dall'inizio della crisi a oggi. Ben 10.225 (il 40,3% del totale delle persone incontrate) sono i nuovi utenti della Caritas, denominati nel dossier "Nuovi poveri", con una incidenza inferiore all'anno precedente (-6,3%) alla quale fa però da contrappeso l'aumento percentuale delle persone seguite da oltre un anno.

Fra i "nuovi poveri" gli italiani sono il 32,1% e gli stranieri il 67,9%. In merito alla distribuzione territoriale, le Caritas che nel 2013 hanno incontrato il maggior numero di persone sono quelle di Firenze (6.464 pari al 25,5% del totale regionale), seguite da Prato (3.248; 12,8%) e Livorno (9%). Oltre la metà (55,2%) delle persone in complesso seguite sono state incontrate dai Centri dell'area Firenze-Prato-Pistoia. "Fondamentale - sottolinea Stefania Saccardi, vicepresidente della Regione Toscana con delega al sociale che oggi ha partecipato alla presentazione del rapporto - il ruolo della politica: deve tornare innanzitutto a proporre una sua preminenza nell'azione di lotta al bisogno materiale e alle nuove disuguaglianze sociali partendo dalla centralità della persona". Per monsignor Riccardo Fontana, arcivescovo di Arezzo e delegato fra i vescovi toscani per la Caritas, la povertà può essere "occasione di scelta radicale che rimette al centro chi sta portando le ferite di una crisi sempre più tagliente".

ECCO IL DOSSIER 2014 DELLA CARITAS

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