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Toscana

Carne bovina infetta e falsa Chianina: sequestri dei Nas, 65 indagati

Carne bovina infetta e falsa Chianina: sequestri dei Nas, 65 indagati

Oltre 4 milioni il valore della carne sequestra in diverse province italiane (anche toscane) dai carabinieri

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FIRENZE. Carabinieri del Comando per la tutela della salute hanno eseguito 78 decreti di perquisizione in tutta Italia, per illecita commercializzazione di bovini infetti con marchi auricolari contraffatti e dichiarati falsamente di razza pregiata. L'operazione, denominata Lio e condotta dal Nas di Perugia, è estesa alle provincie di Arezzo, Avellino, Bari, Foggia, L'Aquila, Latina, Lodi, Matera, Padova, Perugia, Pesaro Urbino, Pistoia, Potenza, Ravenna, Rieti, Roma, Siena, Terni, Torino, Verona e Viterbo. L'operazione vede impegnati oltre 300 carabinieri dei Nas e dell'Arma territoriale in 21 province di 11 Regioni (Umbria, Toscana, Lazio, Campania, Puglia, Lombardia, Abruzzo, Basilicata, Veneto, Emilia Romagna, Piemonte). L'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità Giudiziaria, circa 80, è il risultato di una complessa, indagine investigativa che sin dal 2011 ha visto impegnati i Carabinieri del Nas di Perugia coordinati dalla Procura umbra.

La prima fase dell'indagine ha portato alla scoperta di un traffico illecito di bovini colpiti da malattie infettive alcune delle quali trasmissibili all'uomo. Gli animali, nati in aziende dell'Italia meridionale e insulare, venivano avviati alla macellazione grazie all'intermediazione di due aziende, una perugina e una aretina, nonché di allevatori e medici veterinari che riuscivano a far eludere i controlli sanitari facendo apparire sani i bovini. Al termine di questa prima fase sono state sequestrate 4 aziende agricole e 500 bovini vivi che sono stati abbattuti e distrutti, per un valore commerciale di due milioni e mezzo di euro. Nella seconda fase delle indagini i militari hanno ricostruito minuziosamente la vasta organizzazione criminale in cui erano a vario titolo coinvolti 56 allevatori, 3 autotrasportatori e 6 medici veterinari delle ASL del centro-sud (Perugia, Arezzo, L'Aquila, Foggia, Potenza e Matera) dediti alla falsificazione di passaporti e marche auricolari che permetteva di introdurre sul mercato bovini di razza ed età diverse da quelle certificate dai documenti. Sono in corso sequestri di allevamenti e bovini vivi per un valore stimato di circa 2 milioni di euro.

Cento i capi bovini sequestrati nel corso delle perquisizioni in 12 regioni dal Nas di Perugia. E' stato reso noto nel corso della conferenza stampa tenuta dal capitano Marco Vetrulli, che guida il Nucleo anti sofisticazione del capoluogo umbro. Sequestri che "non riguardano carni infette", ha sottolineato Vetrulli, ma "certificazioni non idonee". Anche nel caso dei 500 capi sequestrati nel 2011, in cui furono riscontrate carni infette (ad esempio da tubercolosi o brucellosi o blue tongue) il ritiro avvenne prima della commercializzazione e nessun capo è giunto al consumatore. E, in ogni caso, ha spiegato ancora Vetrulli, il pericolo di trasmissione umana , teoricamente possibile, viene comunque abbattuto dalla cottura della carne. Ciò che è emerso con grande evidenza, invece, è il giro di contraffazione delle carni, con animali meticci fatti risultare chianina. In molti casi, è stato riferito, gli animali provenivano da Sardegna, Puglia, Lazio e Basilicata, ma venivano certificati come nati in Toscana o Umbria.

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