Lutto
Moretti: sconto alla Toscana. Presentati i nuovi treni regionali
La Regione non vuole prorogare il contratto, ma Fs non molla il servizio dei treni regionali. Rossi a Roma alla presentazione dei nuovi piani chiede finanziamenti per la Pistoia-Lucca e la Empoli-Siena
di Ilaria Bonuccelli
ROMA. La riscossa di Trenitalia comincia dal binario 23, alla stazione Termini. Odora di Vivalto, a due piani, grigio verde. Nuova livrea. Veste adatta per intavolare una trattativa. Sul trasporto pubblico regionale. Un servizio che in Toscana vale 250 milioni l'anno. Forse anche di più, visto che nell'ultimo anno i pendolari sono aumentati del 12%. Un affare da non lasciarsi scappare. E allora ecco la proposta di Fs: il contratto con lo sconto. Non per tutti, però. Solo per le Regioni virtuose. Come la Toscana che non ha mai tardato un pagamento, che non ha mai tagliato le corse per risparmiare, che ha investito in treni e infrastrutture.
Non è un caso che la proposta del gruppo Fs arrivi ora. La Toscana, infatti, ha appena deciso di non prorogare per altri 6 anni il contratto a Trenitalia e di andare in gara «perché il servizio è peggiorato: sono aumentati i ritardi, le soppressioni dei treni - denuncia il governatore Enrico Rossi - e il 30% dei convogli è composto da meno carrozze del previsto». La società vede, così, sfumare un introito di 1,5 miliardi. Altre Regioni, inoltre, hanno annunciato l'intenzione di seguire l'esempio della Toscana. Tuttavia - osserva, pragmatico, l'amministratore delegato di Ferrovie, Mauro Moretti - per concludere la gara per il trasporto pubblico, occorrono in media 5 anni, in assenza di contenziosi. Perciò da giugno 2015 la Toscana si ritroverà senza gestore del trasporto ferroviario locale. Così insieme all'ad di Trenitalia, Vincenzo Soprano, rilancia: propone alle Regioni un contratto ponte. Lungo quanto serve a completare gli appalti «perché noi non siamo contrari alle gare. Siamo pronti a sostenerle, non vogliamo che le Regioni le bandiscano senza il giusto know-how».
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Le condizioni del contratto ponte, però, non saranno uguali per tutti. Dipenderanno dal "rating" della Regione: dalla sua affidabilità. «In particolare - sottolinea Soprano - chi avrà un rating basso pagherà di più nuovi i treni, perché noi per acquistarli ci dobbiamo indebitare, visto che ci autofinanziamo. Non sarà il caso della Toscana, Regione virtuosa: non ha mai ritardato un pagamento, non ha mai tagliato le corse, ha sempre investito nel trasporto pubblico locale: sia nelle infrastrutture che nella flotta». Basterà questo a convincere la Toscana a non interrompere i rapporti con Trenitalia? Certo Rossi concorda con Moretti che molti problemi del trasporto pubblico locale siano legati ai tagli decisi dal governo: 160 milioni nel 2011, poi 92 milioni negli anni successivi per quanto riguarda la Toscana. Ma non può fare a meno di ricordare che agli investimenti sull'Alta Velocità «che consente di arrivare da Firenze a Milano in un'ora e 40 minuti» non sono corrisposti altrettanti investimenti sui treni locali.
E' per questo che Rossi insiste sulla necessità di andare a gara per il trasporto pubblico regionale, invitando l'Authority del settore e il Parlamento ad approvare norme che garantiscano condizioni di concorrenza reale: fra queste la garanzia per un eventuale gestore diverso da Trenitalia di poter svolgere il servizio regionale utilizzando magazzini e convogli oggi conferiti dallo Stato in proprietà al gruppo Fs. Su questa ipotesi, però, si mostra scettico Soprano: «Queste proprietà non appartengono più allo Stato e su questi beni noi ci paghiamo i costi di ammortamento. Credo che sia impossibile prevedere un conferimento a un altro soggetto privato, anche con una legge». Il confronto, comunque, è aperto.

Anche nei luoghi della politica «che però - osserva Marco Filippi, capogruppo Pd in commissione trasporti al Senato - non è in grado di esercitare la funzione di controllo e di indirizzo sul gruppo Ferrovie dello Stato. Noi siamo stanchi di approvare contratti di programma in scadenza che poi, una volta adottati, vengono prorogati magari per altri 4 o 5 anni. Se questo accadrà di nuovo noi voteremo contro a prescindere dai contenuti». Il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, è già stato avvisato. Proprio alla vigilia della presentazione del piano di Ferrovie per il trasporto locale. Che prevede - fra l'altro - la possibilità di sostituire treni con i bus. Una proposta che non convince Rossi: «Semmai sollecitiamo Ferrovie e governo a investire 400-500 milioni nel potenziamento della Pistoia-Lucca e della Empoli-Siena. Se lo Stato farà la sua parte, anche la Regione metterà risorse proprie».
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