Sicurezza
«Conosco quel cunicolo, mi rifugiai lì nel ’43»
Dopo 70 anni un grossetano è potuto tornare nella Troniera del Cinghialino dove si rifugiò coi suoi nonni durante la guerra
GROSSETO. Quando ha rivisto il cunicolo in cui si rifugiò coi suoi nonni nel 1943, durante i bombardamenti, Umberto Spallone - grossetano di 80 anni - si è commosso. Per mezzo secolo la Troniera del Cinghialino, a Grosseto, è stata una discarica di pneumatici, carrelli e sporcizia. A dicembre è stata riaperta e domenica 23 marzo è tornata a essere un luogo palpitante, denso di memoria storica. Lo strepitoso cunicolo sotterraneo è uno dei tanti tesori medievali grossetani chiuso per decenni ma che è tornato a respirare, rimesso in sesto dal Comune (FOTO). Domenica 23 marzo alle 15,30 è stato “animato” dall’associazione “Straight to the point” in collaborazione con il gruppo Facebook “Sei grossetano se…” creato da Il Tirreno.

Il pensionato Umberto Spallone calca i corridoi e guarda i soffitti fino a ritrovare il luogo esatto in cui si rifugiò 71 anni fa, e allora si rannicchia in terra ed emozionato racconta: «Era il lunedì dell’Angelo del ’43 e io avevo 10 anni. Verso le 13,30 ero in casa con i miei nonni quando sentii un rumore forte, e impaurito mi affacciai. Vidi le bombe, in piazza Duomo vidi persone morire. Scappai giù coi nonni e si venne qui alla troniera. Stavamo rannicchiati. Sentivamo le sirene e cantavamo per coprire il rumore. Poi per anni questo posto è stato chiuso. E io ho vissuto col desiderio di rivederlo aperto. Il sogno si è avverato oggi».
Domenica a visitare la Troniera c’era anche il sindaco Emilio Bonifazi: ora l’obiettivo, ha detto, è collegare tutte le troniere, unire cioè questo eccezionale e capillare tessuto sotterraneo, affinché i bastioni dialoghino come un corpo unico. Per questo si sta mettendo a punto una mappatura.
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