Sicurezza
Scalzi, stanchi. Ma i profughi sono al sicuro
Quasi 400 persone sistemate alla meglio. La Regione: abbiamo saputo dell’arrivo solo poche ore prima
Ben che vada indossano una tuta, sempre la stessa da giorni. Dall’aereo scendono scalzi, con gli infradito, stretti nei loro jeans sdruciti e nelle magliette made in China. In Siria erano giornalisti, ingegneri e operai specializzati. Ma in Mali, Ghana, Nigeria e Zambia erano spettatori inermi del nulla che avvolge i loro Paesi dilaniati dalle guerre e sotto schiaffo dei fondamentalisti islamici. Per loro l’Italia è come una zattera, su cui approdano per spostarsi verso il nord: Germania, Olanda, solo pochi dicono di volersi fermare a Milano. Anche venerdì 21 marzo a Pisa sono arrivati a decine dalla Sicilia, le cui coste sono state messe a dura prova dai recenti sbarchi. Il primo aereo da Agrigento è atterrato alle 13,35; il secondo da Catania alle 19,50. Nel complesso sono 380 i migranti giunti in Toscana dei circa 2.300 distribuiti nel resto d’Italia.
(I profughi nella palestra di Marina di Grosseto)
La macchina della solidarietà si è messa in moto, benché il ministero degli interni abbia comunicato solo all’ultimo minuto che la regione avrebbe dovuto farsi carico della nuova emergenza. Stefania Fuscagni, consigliere regionale di Forza Italia, chiede se il presidente Enrico Rossi fosse a conoscenza della nuova emergenza coincidente con l’arrivo dei 380 immigrati: «Siamo di fronte a persone che soffrono e a cui vanno date risposte vere, ma certo i problemi di immigrazione non si risolvono così». Indirettamente le risponde Stefania Saccardi, vice-presidente della giunta regionale e assessore alle politiche sociali della Regione Toscana: «Capiamo l'emergenza cui si è trovato di fronte il Governo, ma la prossima volta dobbiamo provare a gestirla in modo più programmato», lasciando così capire che l’arrivo dei 380 profughi ha colto di sorpresa anche la Regione. E anzi, precisa Saccardi, «il ministero dell'interno giovedì pomeriggio ha chiamato le prefetture, che in poche ore si sono attivate e hanno cercato accoglienza agli immigrati in arrivo».
Clicca sull'immagine per visualizzare la fotogallery completa
(Due profughe siriane che hanno trovato accoglienza nella Villa del Palco)
Ciascuna delle province Toscane ha accolto in media 40 profughi: a Grosseto ne sono arrivati 47, ad Arezzo solo 20. Ovunque si è messo in moto il meccanismo complesso ma efficace della solidarietà. Tuttavia le sistemazioni sono momentanee. Ad esempio la quota di migranti destinata a Livorno è stata presa in carico dai parà della Folgore e fino a lunedì sarà ospitata in due alberghi cittadini. Poi si vedrà. A Pisa sono state aperti l’Ostello e la struttura della Piaggerta: qui gli ospiti resteranno per dieci giorni, quindi saranno smistati in provincia. Sistemazioni provvisorie pure a Massa (Casa Faci e residenza assistita di Aulla), a Prato (la diocesi ha messo a disposizione la Villa del Palco per una settimana) e a Grosseto. Nel capoluogo maremmano resteranno per una settimana nella palestra di Marina, poi in 25 (su 47) finiranno all’ex asilo di Batignano, per i restanti si cerca una soluzione.
La sistemazione più stabile riguarda i quaranta giunti a Pistoia, che saranno ospitati nell’albergo Europa di Marliana almeno a fine giugno. Poi, per quanti decideranno di trattenersi, sarà trovata un’alternativa.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

