Il Tirreno

Toscana

Una pioggia di selfie per dire a Roberta buon compleanno

di Pietro Barghigiani
Una pioggia di selfie per dire a Roberta buon compleanno

Un’idea partita da Facebook e rilanciata in televisione dal programma “Quarto grado”

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PISA. Un’altra primavera senza Roberta Ragusa. È la terza da quando la donna è scomparsa nella notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012. Ed è anche il terzo compleanno senza la festeggiata. Oggi (venerdì 21 marzo) l’imprenditrice di Gello a San Giuliano Terme avrebbe compiuto 47 anni. Resta il pensiero di una donna svanita nel nulla. Che non è stata, però, dimenticata. Stasera “Quarto Grado” - 21,15 su Retequattro - la ricorderà con una puntata speciale.

L’idea dei “selfie” , foto in autoscatto, accompagnati da un fiore è nata dalla Rete e il programma l’ha rilanciata. La forza virale del web ha già prodotto centinaia di messaggi inviati alla trasmissione condotta da Alessandra Viero e Gianluigi Nuzzi. «È una proposta partita dal gruppo Facebook “Troviamo Roberta” (una delle animatrici, Donatella Raggini ha telefonato in trasmissione per promuovere l’iniziativa) – spiega Nuzzi –. Si tratta di un omaggio per il compleanno di Roberta. Sono già arrivati, via e-mail, in appena quattro-cinque giorni, poco più di mille messaggi. È chiaro che per noi ha un valore simbolico perché l’importante è che non venga meno l’attenzione su una storia che ancora oggi rimane un assoluto mistero». A distanza di oltre due anni non ci sono prove schiaccianti per attribuire la responsabilità di quello che ormai appare essere stato un delitto. La Procura notificherà entro la fine di aprile l’avviso di chiusura delle indagini ad Antonio Logli, marito di Roberta, dall’8 febbraio 2012 indagato per omicidio e occultamento di cadavere. Dopo l’estate verrà formalizzata la richiesta di rinvio a giudizio. Aggiunge Nuzzi: «Soprattutto siamo in un momento in cui serve il coraggio di tutti, dagli investigatori all’autorità giudiziaria, nelle determinazioni dell’indagine preliminare. Siamo a un bivio davanti a un caso più unico che raro. Senza aver trovato il corpo della donna è possibile avanzare qualsiasi ipotesi. Ma c’è anche una larga parte dell’opinione pubblica che chiede un processo per accertare in maniera definitiva la verità».

Il conduttore, già protagonista di inchieste giornalistiche su tesori, intrighi e misteri del Vaticano, sottolinea che «non è solo un ricordo in forma passiva. Ogni fiore è un segno di vita perché questa inchiesta faccia giustizia e chiarezza. Da quando è nato, “Quarto Grado” si è sempre impegnato in battaglie di verità. Abbiamo appoggiato l’idea della Rete partita in maniera spontanea da un gruppo di cittadini che vede Roberta come l’amica e una mamma che non c’è più. I figli non sanno dove è finita la loro madre. Il marito ha avuto atteggiamenti a volte contraddittori e per la giustizia rimane un indagato».

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