La manifestazione
Ikea a Pisa, la grande festa del low-cost globalizzato
Riti nordici, polpette, canti e borse gialle: la folla delle grandi occasioni per il party inaugurazione nel segno dello Svezia-style
PISA. Davanti a un involtino primavera cinese magari inorridiscono e invocano la pizza ma le polpette con la salsa di mirtilli alle undici del mattina le mandano giù come fossero cibo degli dei. È l’Ikea che fa le magie e ne fa in abbondanza in questa prima e campale giornata in cui si celebra il debutto dello store del gigante svedese a Pisa, località Navicelli: migliaia e migliaia di persone attese e arrivate, con la coda che inizia alle otto del mattino anche se l’orario di apertura è fissato per le nove e mezzo, il rito dell’inaugurazione con il taglio del tronco, un grande tronco d’albero adornato di mimose che mette alla prova il sindaco di Pisa Marco Filippeschi incaricato dell’operazione e aiutato dal prefetto Tagliente.
LA CRONACA DELL'INAUGURAZIONE - FOTO - VIDEO
E poi tutti i dipendenti schierati sulla scala che ballano e cantano “Mamma Mia”degli Abba con i primi clienti, spensieratezza coreografica insieme a quell’ordine pazzerello e molto nordico che anziché escludere coccola, tutti benvenuti. Anche quelli che non comprano niente, che poi non esistono perché alla fine alle casse, magari con una lampada da tre euro ci finiscono tutti. Basta varcare la porta girevole e tutto quello che sta fuori, compresa la sobria e universale struttura azzurra, scompare. Sopra c’è scritto semplicemente “entrata”, grande grande, per non confondersi. Ma più che un’entrata è il portale per avere accesso a un’altra dimensione. Infatti dentro non funzionano nemmeno i telefoni, così non c’è rischio di distrarsi perdendo il filo della fiaba dello shopping felice.
Un paese dei balocchi e non per niente ci sono Pippi Calzelunghe che distribuisce cioccolatini, i ragazzi sui trampoli che regalano sorrisi e palloncini, stuoli di solerti addetti a tutto che conducono quasi per mano la folla incantata. Uomini, donne, giovani e anziani che si gettano sui borsoni gialli a misura di piccolo acquisto, sui carrelloni e sui carrellini. E con gli occhi che brillano toccano, scelgono e abbracciano cuscini e pentole, vasi da fiori e sgabelli. Più piccoli oggetti che grandi spese, ma intanto le casse battono scontrini senza tregua, la bottega con le specialità svedesi e mezzo chilo di salmone a 7 euro va a ruba. In fila al ristorante per conquistare un piatto delle famose polpette aspettano beati Pietro e Paola che sono pensionati e vengono da Livorno, Edoardo e Anna, pisani, che hanno appena lasciato la piccola Viola nella spettacolare area bambini, Anna e Lucia che si sono prese un giorno di ferie e da Lucca sono partite con la Kangoo di un’amica e una lista infinita di codici e cose da comprare.
Sono qui dalle nove, ci passeranno buona parte del pomeriggio ma non mostrano segni di stanchezza o di overdose consumistica. Sarà perché anche se gli articoli sono quelli di tutto il mondo Ikea, i nomi e il cibo pure, in questa giornata particolare c’è molto di speciale nell’aria, si parla parecchio pisano e livornese ma anche inglese, milanese, svedese. I big Ikea infatti, come del resto la ambasciatrice Ruth Jacoby, si mischiano con la folla, salutano, fanno battute. E l’oscar dell’humour svedese va all’amministratore delegato di Ikea Italia Lars Petersson che trasforma il suo discorso inaugurale, quello della mattina presto riservato alle autorità, a base di vodka e aringhe, in uno show che l’accento irresistibile di un pur perfetto italiano rende ancora più divertente.
Scherza su Pisa, persino sul detto “meglio un morto in casa che un pisano all’uscio”, ne ha anche per la politica. «Con la Torre pendente fate correre gli stranieri per la paura che cada da un momento all’altro e invece scopriamo che è una delle cose più belle, sicure e durature d’Italia. Ha resistito a terremoti e a infiltrazioni della falda. Se posso dare un consiglio al pisano Enrico Letta, un suo eventuale prossimo governo lo chiamerei “pendente”. Così mi assicurerei che duri almeno una legislatura». Sventolerà anche rotoli di carta igienica rosa: «Questi rotoli arrivano da Lucca. Poi magari compreremo qualcosa di più solido, ma il primo passo l’abbiamo fatto. Ora tocca a voi». E poi fa un’offerta imperdibile per la luminara di San Ranieri: «Mi dicono che tra tre mesi ci sarà una gran festa sull’Arno per il patrono – e alza una confezione di lumini –. 100 pezzi a 3,50 euro. Servono?».
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