Il dolore
Grillo e Renzi, consultazioni show
"Non abbiamo fiducia nel tuo sistema", ha detto il leader del M5s. L'incaricato premier: "Abbiamo i numeri per il governo"
"Mi alzo e ti comunico che non abbiamo nessun tipo di fiducia in te e nel tuo sistema". Così Beppe Grillo a Matteo Renzi durante la seconda giornata di consultazioni. "La nostra stima non ce l'hai - gli dice a più riprese - Non ha neanche un'idea di come potrebbe essere il mondo. Non ce l'hai un'idea. Le rinnovabili non sai neanche cosa sono".
"Noi abbiamo il semestre europeo, so che abbiamo idee diverse, ma noi vogliamo ragionare per cambiare l'idea di Europa avendo fatto i compiti a casa: al Senato c'è il ddl Del Rio sul superamento delle province e vogliamo fare la riforma del Senato e del Titolo V...". Il premier incaricato Matteo Renzi, nel faccia a faccia in streaming con Beppe Grillo, ci prova a spiegare gli obiettivi del suo governo. Ma il leader M5S non gli consente di andare avanti, sostenendo di non riconoscerlo come interlocutore.
"Siamo qui solo per dirti che non abbiamo nessuna fiducia in te", ha detto Beppe Grillo a Matteo Renzi che saluta e poi se ne va abbandonando l'incontro. Subito dopo l'inizio dello streaming delle consultazioni tra i 5 Stelle e Matteo Renzi, il leader del MoVimento non fa mistero di quello che sarà il tono del confronto. Praticamente in contemporanea, infatti, l'ex comico genovese ha lanciato l'hastag #sfiduciamorenzie che in pochissimi minuti raccoglie sulla pagina facebook più di 500 "mi piace".
RENZI: CI SONO LE CONDIZIONI PER UN OTTIMO LAVORO
Al termine delle consultazioni Renzi ha dichiarato: "Dopo un giorno e mezzo molto tosto di incontri, dialoghi e approfondimenti, sono decisamente convinto che ci siano le condizioni per fare un ottimo lavoro". Matteo Renzi si è detto imbarazzato per l'incontro con Beppe Grillo: "Quasi tutti gli incontri delle consultazioni, sono stati molto seri. Indovinate voi quale non lo è stato?".
"Immagino di poter sciogliere la riserva nella giornata di sabato e di chiedere ai presidenti delle Camere, prima il Senato e poi la Camera, di poter andare in Parlamento a partire da lunedì", ha detto l'incaricato premier.
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