Sicurezza
Non piace nemmeno a chi l’ha pagata
Rossi affonda la promozione con le foto ritoccate. Una commissione d’esperti valuterà le immagini
di Ilaria Bonuccelli
A Enrico Rossi non piace la Toscana taroccata. A colpi di hashtag, sulla bacheca di Facebook il governatore “social” della Regione boccia il finto sperone affacciato sulle Apuane o l’albero inesistente che incornicia il paesaggio della Val d’Orcia. Un siluro per la campagna di promozione turistica da un milione e mezzo che per i prossimi due anni deve rappresentare l’immagine della Toscana nel mondo.

FOTO I 7 scatti della campagna promozionale
Ma oggi Rossi deve pensare anche al presente. A giovedì, con la presentazione alla Bit di Milano della campagna taroccata contro la quale si sono già espressi pubblicitari noti (da Oliviero Toscani a Gavino Sanna) e comuni cittadini, dopo che Il Tirreno ha denunciato il caso dei falsi paesaggi. Sulla possibilità di sospenderla o di ritirarla la Regione al momento non si sbilancia. Rossi ammette di aver visto le immagini solo ieri e che l’assessore Scaletti avrebbe voluto illustrargliele ma non ne ha avuto modo. Non l’avrebbe trovato, perché non c’era. L’assessore, però, ieri non era disponibile a rilasciare dichiarazioni. E il suo staff si è trincerato dietro un secco “no comment”.
FOTO: LA PARODIA SUI SOCIAL (Clicca sulla foto per visualizzare)
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Il risultato è che il progetto della “Divina Toscana” (con le immagini ritoccate ispirate alla Divina Commedia) è andato avanti. «In ogni caso, nella «massima trasparenza - sottolinea il governatore - perché la società che ha ideato la campagna è stata selezionata con una gara d’appalto». Segno, quindi, che c’è stato chi ha visionato e approvato il prodotto oggi al centro delle polemiche.
L'INTERVENTO DI ROSSI ALL'HUFFINGTON POST
Forse non era proprio questo l’obiettivo di Toscana promozione quando, un anno fa, aveva varato il “Piano Italia”, il progetto triennale «per rinnovare l’appeal della Toscana nei confronti del turismo italiano», come scriveva l’agenzia sul proprio sito.
VIDEO: DIVINA TOSCANA, LO SLOGAN DELLA REGIONE
Dopo un 2012 nero, Toscana promozione si ripresentava con un programma di investimenti di 2 milioni: 500mila nel 2013, la parte più rilevante nel biennio successivo. Quando sarebbe stata pronta la nuova campagna promozionale. «Il piano Italia 2013-2015 - prometteva l’agenzia - non sarà una semplice campagna pubblicitaria come era stata, per intendersi, quella di “Voglio vivere così”, ma una vera e propria operazione di “product placement” (collocamento del prodotto) che punterà a rinnovare e vivacizzare l’immagine di una Toscana oggi percepita da molti turisti italiani o come poco frizzante o come troppo cara». Perciò la promessa di attirare chi viaggia «spinto dal desiderio di scoprire un luogo mai visto».Da qui a dire inesistente ce ne corre. Soprattutto in una regione che, negli anni, ha fatto dei marchi dop e doc (d’origine protetta e controllata) i propri tratti distintivi.
Tutto originale e niente contraffatto è stato finora lo slogan di Toscana. E «continuerà ad essere così», assicura Rossi. Per tutelare l’integrità, infatti, «senza limitare la libertà di espressione artistica, tutelata dalla Costituzione, come il paesaggio proporrò due provvedimenti». Il primo: «La creazione di una commissione di esperti - un pubblicitario, un semiologo, un esperto d’arte- e tutte le figure che possono servire - per rilasciare un’autorizzazione preventiva all’utilizzo di immagini per campagne di promozione della Toscana, quando la Regione sia il committente». Il secondo: un codice di comportamento «al quale pubblico e privati potrebbero aderire spontaneamente ogni volta che devono utilizzare immagini del paesaggio toscano per film, spot e qualsiasi altro prodotto artistico. Chi aderisce avrà diritto a fregiarsi di un marchio di qualità nell’uso delle immagini del nostro paesaggio che la Regione ha tutelato anche con un piano speciale, adottato da poche settimane».
Così è. Paesaggio difeso dal cemento, ma non dalle contraffazioni. Una notizia che al New York Times potrebbe fare più gola dello scoop sull’olio d’oliva made in Tuscany rivisto e corretto.
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