La manifestazione
C’è ancora un flipper che va in tilt e risveglia la nostalgia dei Sixties
Sabato 15 febbraio a Roma ci sarà un raduno di appassionati che la biglia d’acciaio farà tornare indietro nel tempo
Le lucine, il tintinnio inconfondibile, i campanellini, le alette impazzite, i pulsanti laterali su cui pigiare come forsennati. E poi il tilt. Ma ve lo ricordate il tilt? Quando il flipper si bloccava, azzerava tutti i punti accumulati, chiudeva la partita e ripartiva soltanto dopo che la pallina era andata in buca. Che tempi! Di sicuro eravamo più piccoli e forse più felici. Perché il flipper, per i figli del boom degli anni Sessanta, era il miraggio del sogno americano: prendere la monetina - all’inizio bastavano 50 lire, poi cento, infine 200 - infilarla nella fessura, tirare il pistone a molla e lanciare la biglia d’acciaio fra la gimkana di lucine e campanelli dava il brivido del gioco. Come stare a Las Vegas, ma senza slot, allora da noi proibitissime. Anche se poi alla fine sono state proprio loro, con i videopoker e gli altri giochi a premi elettronici e legali, a decretare la fine del flipper.
Ma ogni tanto la nostalgia si fa sentire e allora ecco l’idea per la quale dovete cerchiare di rosso la data di sabato 15 febbraio. Perché invece che un mercoledì, sarà un sabato da leoni grazie al raduno organizzato a Roma all’Extraball di piazza Pio XI a partire dalle 15.30 (info 06 39377074).
In Toscana, ad esempio, un luogo sicuro dove provare l’ebbrezza del tilt è a Livorno, alla Multisala The Space di Porta a Terra dove c’è una saletta giochi dove - udite! - ci sono tre o quattro flipper che lanciano il loro inconfondibile richiamo di campanellini, lucine e alette (flipper, appunto) pronte a spingere la biglia, farla volteggiare ora veloce ora rallentata secondo la bravura del giocatore ai pulsanti. Ma qualche segnalazione arriva anche dal Lungomonte Pisano e da Firenze, anche se ci saranno senz’altro luoghi, cioè le sale giochi, dove qualche esemplare sopravvive.
Ma chi, oggi, gioca a flipper? Ci sono i ragazzi, diciamo sui 18-20 anni, che lo provano per curiosità. E poi ci sono gli ex ragazzi, oggi signori e signore dai 40 anni in su, che prima dicono “ai miei tempi” e poi si buttano a tuffo sul flipper per far girare la biglia d’acciaio. Qualcuno imitando Carlo Verdone - anno 1986 - in “Troppo forte” oppure dandosi arie da campione: «Sì, ai miei tempi superavo i 900mila punti». Ma al milione ci arrivavano quelli bravi bravi...
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