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Volterra ferita, la pioggia sbriciola rocche e castelli L'appello del Tirreno: una firma per salvare le mura
Domenica la visita del ministro per i Beni culturali, Massimo Bray. In Toscana sono tanti i monumenti a rischio. Per i restauri servono milioni, arrivano solo spiccioli per evitare crolli imminenti o per consolidamenti
Servono milioni, arrivano gli spiccioli. Si disintegra il patrimonio architettonico e storico della Toscana. Non solo a Volterra: la torre del Giove all’Elba, le mura di Sovana e di Magliano nel grossetano, quelle di Pietrasanta, terra d’arte in Versilia. Lo Stato che, quasi sempre, è proprietario assiste e non si muove. Il sindaco di Sorano è dovuto ricorrere alle maniere forti: un’ordinanza che intima a Sovrintendenza e Agenzia del Demanio di mettere in sicurezza la rocca a rischio crolli. Solo così è riuscito a smuovere le acque.
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I sindaci provano a correre ai ripari con mezzi alternativi: chiedono soldi alla Regione. Sempre più spesso alle fondazioni bancarie. Ma solo per la messa in sicurezza. È impossibile finanziare con i bilanci degli enti locali i restauri. Il sindaco di Pietrasanta, Domenico Lombardi se n’è accorto. Il Comune è proprietario delle Mura e della Rocca che si affaccia sulla piazza principale della città a più alta concentrazione di artisti in Italia: il restauro completo costerebbe 7 milioni. Sono arrivati solo 500mila euro anti-crolli con un finanziamento triennale della fondazione Crl. Per il resto si pensa a una grande iniziativa con gli scultori di casa nelle fonderie e laboratori di marmo della zona.
La stessa cifra - 500mila euro - viene investita dal Parco dell’Arcipelago toscano per evitare la rovina del castello del Volterraio a Portoferraio. Entro marzo verranno appaltati i lavori e nel 2015 si potrà visitare il monumento, grazie anche a percorsi attrezzati: «Ma - ammette il presidente del Parco, Giampiero Sammuri - per arrivare a questo punto, ci sono voluti anni: dal 2001, quando abbiamo acquistato il Volterraio. Ora finanziamo i lavori con le nostre risorse; però all’interno del Parco, lo Stato dovrebbe risolvere altre emergenze: la Torre del Giove (costruzione quattrocentesca a Riomarina); la villa romana di Giannutri, il monastero dell’isola di Montecristo».

Il Demanio, però, a stento si muove. Come sa Pierandrea Vanni, sindaco di Sorano, alle prese con la rocca di Sovana che potrebbe crollare sui passanti. Oggi la Sovrintendenza dovrebbe iniziare i lavori (non prima di aver provato a scaricare il bene al Comune): consolidamento ed eliminazione dei rampicanti che minano la stabilità del monumento. Per arrivare qui ha dovuto emanare due ordinanze e intimare allo Stato di provvedere, a tutela dell’incolumità dei cittadini. Demanio e Belle arti si sono rimpallati la competenza per mesi, perché la rocca dello Stato è in “concessione governativa” alla Sovrintendenza. E tutto per 50mila euro di lavori. Non certo per il consolidamento dell’intera rocca: per quello servirebbero 300-400mila euro, ma non esiste progetto esecutivo.
Al contrario, un progetto da 1 milione e 238mila euro è stato redatto per il consolidamento e il recupero del torrione delle mura di Magliano, franato a fine 2012. In un mese i lavori saranno appaltati «grazie all’interessamento immediato della Regione» e nel giro di un anno dovrebbero essere conclusi. Ma resta da risolvere «la questione del bastione di nord-est - ammette il sindaco Giampiero Tofanelli - minacciato da una frana che si è manifestata negli anni Ottanta. C’è un cantiere aperto (finanziato dallo Stato) per bloccare il movimento della roccia che, a causa di una frattura, scivola sull’argilla. Per consolidare un centinaio di metri di mura, vengono realizzati ancoraggi. Ma per il restauro servono milioni. E non ci sono».
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