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Lega Pro, «Una tv on demand e stadi rinnovati»

Lega Pro, «Una tv on demand e stadi rinnovati»

I progetti di Macalli: il torneo a 60 squadre sarà un successo. Saremo il serbatoio dei futuri campioni del nostro calcio

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FIRENZE. «Nel 2014 avremo un nuovo sistema televisivo, un canale tematico della Lega Pro. Poi l’operazione che vogliamo portare avanti è quella delle sponsorizzazioni per dare risorse ai club. Anche se non abbiamo uno sponsor unico, vogliamo averne tanti e per questo incrementeremo il nostro settore marketing. Oggi si comincia con un film nuovo e vogliamo essere protagonisti». Il presidente della Lega Pro Mario Macalli illustra i nuovi ambiziosi obiettivi da raggiungere nel nuovo anno.

Tv. Dalla prima giornata di campionato la Lega Pro è scesa in campo anche con Sportube.tv, la web tv che per la prima volta si apre al mondo del calcio proprio con i campionati di Prima e Seconda divisione. La partnership ha permesso di realizzare una sezione dedicata ai campionati di Lega Pro e di rendere visibili gli highlights on demand. Da questa settimana, inoltre, è attiva la Top 10 dei goal più spettacolari. L’intenzione è quella di creare un canale on demand che trasmetterà partite, notizie e interviste. Quel che è certo è che la Legapro nel 2014 gestirà in proprio i diritti tv

La riforma. «Questo per noi è il campionato che definiamo di transizione per arrivare a 60 società - prosegue Macalli - Ci abbiamo messo tanto impegno per arrivare a questa riforma, che è l’unica del calcio italiano perchè nessuno ha mai fatto nulla. Di questo andiamo fieri perchè si tratta di una riforma non numerica ma di regole e per capirne l’utilità basta vedere cosa è successo negli ultimi giorni con il fallimento dell’Ascoli e la situazione di indebitamento denunciata dal Vicenza. Le società che provengono dalla categoria superiore spesso sono decotte e questo significa che il calcio italiano è molto malato».

Gli stadi. Altro argomento molto caro a Macalli è quello dell’impiantistica sportiva e dei nuovi stadi perchè rappresenta la base per il futuro delle società. «Abbiamo uno stadio senza barriere a Castel Rigone, uno nuovo si sta costruendo a l’Aquila, abbiamo la possibilità di farlo a Cremona dove stanno lavorando con il Comune per togliere le barriere, altri cinque-sei club vogliono fare questa operazione. Io giudico molto positiva l’ultima norma del Governo sull’impiantistica sportiva. Questa volta sono stati bravissimi - continua Macalli - perchè hanno considerato gli impianti fino a 2-3 mila posti perchè il calcio non è solo quello di 3-4 squadre. Noi faremo gli stadi e saremo gli unici perchè abbiamo imprenditori in grado di realizzarli».

I giovani. Per quel che riguarda i giovani non sono mancati in passato i contrasti, anche duri, con l’Aic, soprattutto in relazione ai limiti di età. Sono stati concessi anche gli incentivi alle società e ogni domenica in Lega Pro sono in tanti a scendere in campo. «Vorrei essere onesto intellettualmente - afferma Macalli - Non so se le società hanno recepito per convinzione oppure per necessità. È certo che è positivo per tutti avere un costo del lavoro inferiore e incrementare le entrate facendo giocare i giovani. Nelle altre leghe professionistiche, vedi in Germania, le più grandi squadre vincono i campionati con una media di età dai 22 ai 26 anni, mentre da noi la Juventus ha vinto un campionato con la media di 28,6 anni. Abbiamo il 53% di stranieri, siamo la quinta nazione al mondo e l’Aic farebbe bene ad interessarsi di questo dato.

Nocerina. Un’altra pagina dolorosa del 2013 è da cancellare in fretta riguarda gli episodi accaduti in occasione di Salernitana-Nocerina, con le minacce dei tifosi e la brutta farsa in campo. «Non abbiamo mai chinato la testa di fronte a nessuno - continua Macalli - Abbiamo fatto i gironi come dovevano essere fatti con le società campane nello stesso girone, del resto in serie B non avrebbero avuto possibilità di scegliere un girone piuttosto che un altro».

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