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Strage di Viareggio, lo Stato non si costituisce parte civile

Strage di Viareggio, lo Stato non si costituisce parte civile

Immediata la reazione dei familiari delle vittime e del sindaco Leonardo Betti che ha scritto al premier Letta: "Chiedo di ripensare tale decisione". Il Governo: "Imminente definizione in via stragiudiziale per risarcimento"

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Lo Stato non si costituisce parte civile al processo per la strage di Viareggio. L'avvocato dello Stato Gianni Cortigiani che rappresenta la Presidenza del Consiglio dei ministri e i Ministeri dell'Ambiente e dell'Interno, spiega che è in fase di definizione "una transazione sostanziosa"  fra lo Stato e le assicurazioni di Fs e Gatx (la società proprietaria del convoglio che deragliò). Ma la proposta, all'esame dell'Avvocatura Generale, ha suscitato la reazione indignata dei familiari delle vittime. Ai quali non interessa il fatto che l'accordo possa essere chiuso con un risarcimento anche di alcune decine di milioni di euro. 

''Lo Stato se ne frega dei 32 morti e se ne frega di avere la verità''. Così Daniela Rombi, presidente dell'associazione 'Il mondo che vorrei', che raggruppa i familiari delle vittime, ha commentato il fatto che la Presidenza del Consiglio e i ministeri non si siano costituiti parte civile. ''È una brutta cosa - ha aggiunto - .Tutti dicono che sono con noi, ma ora basta prenderci in giro''.

Immediata la reazione del sindaco di Viareggio, Leonardo Betti che scrive una lettera al premier Enrico Letta per chiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri di rivedere la scelta di non costituirsi parte civile. da parte sua in una nota il governo chiarisce di "averritenuto di non dar seguito all'esercizio dell'azione civile per i danni subiti dalla presidenza del consiglio e dai ministeri interessati a seguito del tragico incidente avvenuto a Viareggio il 29 giugno 2009 perché è di imminente definizione un accordo che assicura in via stragiudiziale il pieno risarcimento dei pregiudizi sofferti. Le esigenze di accertamento processuale - è scritto nella nota -sono garantite dal lavoro dell'ufficio del pubblico ministero della Repubblica".
 

I familiari delle vittime sono arrivati al polo fieristico in corteo esibendo striscioni e foto dei loro cari rimasti uccisi nel disastro (VIDEO). Su quello che apriva c'era scritto: ''Viareggio, 29 giugno. Niente sarà più come prima'' e ''Tagliare sulla sicurezza è stata una scelta, 32 morti una prevedibile conseguenza''. Alla manifestazione hanno partecipato anche rappresentanti di familiari di vittime di altre stragi italiane come quella della Moby Prince. Fra le bandiere anche una con la scritta ''No tunnel Tav Firenze'' e quelle in cui si chiede uno ''stop'' agli sfratti e ai pignoramenti.

In tutto si sono costituite oltre cento parti civil, fra le quali associazioni Codacons e Cittadinanza attiva e il sindacato Cgil. Lasciando il polo fieristico di Lucca l’avvocato Armando D’Apote difensore di Mauro Moretti, Amministratore Delegato SS, ha attaccato duramente le dichiarazioni del sindaco di Viareggio Leonardo Betti: “È vergognoso l’approccio per cui il disastro ferroviario di Viareggio sarebbe considerato una delle tante stragi impunite d’Italia. Dichiarazioni di questo tenore sono uno scandalo”. La prossima udienza è fissata per il 27 Novembre.

Ecco i nomi degli imputati.

Ferrovie. Mauro Moretti (ad del Gruppo); Michele Mario Elia (ad di Rfi), Vincenzo Soprano (ad di Trenitalia); Gilberto Galloni (amministratore Fs logistica); Mario Castaldo (direttore Divisione Cargo); Calogero Di Venuta (responsabile Direzione compartimentale Firenze all’epoca dei fatti); Angelo Pezzati (successore di Di Venuta); Emilio Maestrini (Trenitalia); Enzo Marzilli (Rfi); Giovanni Di Marco (Rfi); Mario Testa (Rfi); Giovanni Costa (Rfi); Alvaro Fumi (Rfi); Francesco Favo (Rfi); Stefano Rossi (Rfi); Giulio Margarita (Rfi); Salvatore Andronico (Trenitalia); Giuseppe Farneti (sindaco revisore).

Cima riparazioni. Per l’officina mantovana (certificata Trenitalia) sono imputati: Giuseppe Pacchioni (ad), Paolo Pizzadini, Daniele Gobbi Frattini, Massimo Vighini.

Gatx e Jungenthal. Tra gli indagati stranieri ci sono i dirigenti di Gatx Austria, Gatx Germania, Gatx Polonia e Officina Jungenthal di Hannover. Sono: Johannes Mansbart, Peter Linowski, Roman Mayer, andreas Barth, Rainer Kogelhaiede, Andreas Carlsson, Uwe Kriebel,andrea Scroter, Joachin Lehamann, Uwe Koennecke, Helmut Brodel.

Le imprese. Tra gli imputati anche le imprese: Gatx Rail Austria, Gatx Rail Germania, Officina Jungenthal, Gruppo Ferrovie dello Stato, Rete ferroviaria italiana, Trenitalia, Fs logisitca, Cima riparazioni, Gatx Rail Europa.

Fra i reati contestati, il disastro ferroviario colposo, l'incendio colposo, l'omicidio colposo plurimo e le lesioni colpose plurime. Ad alcuni imputati sono contestate anche violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.

Avvocati e Procura hanno già depositato le liste dei testi: in quella dei pm figurano, fra gli altri, Diego Della Valle e Luca Cordero di Montezemolo (per i loro ruoli in Italo ed i rapporto avuti con Ferrovie).

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