Sicurezza
Con testaroli e pesto nel grande bianco delle nevi himalayane
Dieci scalatori di Massa Carrara e La Spezia impegnati in un’avventura sportiva e dello spirito. Nel gruppo una sola donna, il più vecchio ha 77 anni
Sono arrivati a un passo dal cielo, poco meno di settecento metri sotto la vetta del Manaslu, in Nepal, l'ottavo ottomila della Terra. Respinti indietro da una bufera, spaventosa e pericolosa come sanno essere quelle che si scatenano tra i giganti dell'Himalaya. Ma per i dieci alpinisti della prima spedizione ligure-apuana della storia - partiti da Milano il 30 agosto, ora si trovano al campo base, a 4800 metri, e tra qualche giorno saranno a Katmandu per rientrare in Italia il 15 - arrivare in cima agli 8163 metri della montagna dello spirito (Manaslu in nepalese) non era l'unico obiettivo.
Nei villaggi sperduti. Per loro - nove uomini e una donna dai 39 ai 77 anni, tra i migliori scalatori toscani e liguri capitanati dal carrarese Fabrizio Molignoni - i 45 giorni su quelle montagne volevano essere un'esperienza culturale e di solidarietà, oltreché sportiva. E così è stato: una sorta di esperimento ad alta quota per promuovere le tradizioni della Lunigiana e della zona apuana, avere contatti e scambi con gli abitanti dei villaggi, portare aiuti alle popolazioni che vivono agli estremi del mondo.
I protagonisti. I cinque arrivati a quota 7400 metri con Molignoni sono il genovese Edoardo Rixi, 39 anni, consigliere regionale della Liguria; Paolo Frittella, 50 anni, di San Giuliano Terme; Riccardo Vaira, comandante della stazione del Corpo Forestale di Bagnone (Massa) e Cristiano Virgilio, 44 anni, fiorentino. L'unica donna della spedizione è Marzia Vita, che ha sostituito, alla vigilia della partenza, Luca Montanari, rimasto a casa per motivi personali. Gli altri: Tiziano Boldrini, 77 anni, di Sarzana, il più anziano del gruppo; Lorenzo Ratti, 35 anni, di Lucca ma residente a La Spezia e Maurizio Cattani, 62 anni, di Ponte di Arcola (Sp).
L'arte in quota. Ma la spedizione ligure-apuana ha con sé anche un tocco d'arte. Tra i suoi componenti, infatti, c'è Paolo Cavallo, 68 anni, di Carrara, pittore e scultore molto conosciuto che sta raccontando le tappe del viaggio con i suoi disegni. Una volta rientrati, le sue opere create ad alta quota saranno protagoniste di una mostra.
Testaroli e pesto. Oltre a corde, ramponi e tende, gli alpinisti si sono portati zaini pieni di prodotti toscani e liguri, tra i quali il miele, l'olio, il lardo di Colonnata, i testaroli lunigianesi e il pesto genovese. Li hanno fatti conoscere e assaggiare ai nepalesi dei villaggi incontrati durante i trekking di avvicinamento al Manaslu, ma li hanno cucinati anche per gli alpinisti di altre spedizioni attendati come loro al campo base.
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