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Aperto il testamento, l’anziano fa tre parti uguali

Aperto il testamento, l’anziano fa tre parti uguali

Grosseto, il pensionato che sposò la badante ha cambiato le sue ultime volontà un mese prima di morire: in un primo tempo aveva lasciato tutto alla moglie

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di Francesca Gori

GROSSETO. Un patrimonio stimato circa tre milioni di euro, un matrimonio celebrato a più di 90 anni, una morte che a qualcuno suscita qualche sospetto. Al centro di tutto questo c’è lei, Lyudmyla Yavorska, la badante di 47 anni che due anni fa si è fatta mettere l’anello al dito da Ivo Baffigi. L’unica che ha varcato la porta dello studio del notaio Menchetti dove è stata data lettura del testamento dell’anziano. Un testamento che Baffigi ha avuto la lucidità di cambiare a meno di un mese dalla sua morte.

Il 18 luglio si è presentano e si è seduto alla scrivania del notaio per annullare tutte le disposizioni lasciate fino a quella data. E che è ben diverso da quello che tutti conoscevano e che l’anziano aveva depositato dal notaio due anni fa, dopo il matrimonio con la badante di origini ucraine. In quell’atto infatti, Baffigi nominava unica erede la donna lasciandole un monolocale e un appezzamento di terreno al Giglio e l’appartamento di via Ugo Bassi. In quello aperto lunedì 9 settembre dal notaio invece, gli eredi sono tre: la moglie Luda e i figli Carlo e Leonildo.

Un documento di una pagina e mezzo: lì, tra le parole e la burocrazia utilizzata dal notaio nel redigere l’atto, si leggevano insomma le ultime volontà di Ivo. Quelle di dividere in tre parti il suo patrimonio, calcolato in tre milioni di euro circa tra case, magazzini e terreni sparsi tra Grosseto e l’isola del Giglio.

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