Sicurezza
Ciao Ferrari, ti lascio perché voglio vivere tra alberi e prati
Daniele, progettista del Cavallino, ha aperto un agriturismo a Cinquale (MS). Coldiretti lo premia con altri campioni del “mollo tutto”
Il mare incontra la campagna e si fa palcoscenico durante la premiazione degli agricoltori più meritevoli per idee, passione, capacità innovative. Giovedì il Beach Club di Cinquale, spiaggia modaiola del litorale apuano, ha ospitato gli Oscar dell’agricoltura conferiti da Coldiretti ai giovani imprenditori della terra (FOTO). Sessantanove le realtà toscane che hanno partecipato alla selezione.
«Abbiamo individuato esperienze straordinarie – commenta Paolo Giorgi, delegato Giovani Impresa Coldiretti Toscana – che raccontano perfettamente il processo innovativo che stanno vivendo le nostre campagne proiettate nel futuro».
Ero un progettista. Tutte coinvolgenti le storie degli imprenditori presenti, molti dei quali con un lungo percorso di studi alle spalle (tra loro anche dei laureati) e lontano dalla terra, con ruoli professionali molto gratificanti, ma non abbastanza se si aspira a un’esistenza dai ritmi sereni. «Le gratificazioni professionali c’erano, avvertivo però l’esigenza forte di vivere la vita, svegliarmi al mattino con una passione da alimentare. Ci ho messo 10 mesi per acquistare, 2 stagioni per ristrutturare ma questo è già il secondo anno di agriturismo». A parlare è Daniele Grandolfi, 38 anni, ingegnere meccanico, ex progettista Ferrari che insieme alla moglie ha aperto un buen retiro a Sarteano, in Val d’Orcia, per il benessere proprio e dei clienti.
La scintilla. Una indagine Coldiretti/Swg ha evidenziato che il 38% dei giovani oggi preferisce gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (28%) o in banca (26%). La scintilla che fa scattare la voglia di lasciare un lavoro sicuro, spesso con contratti a tempo indeterminato per un’esperienza abbastanza aleatoria legata alla terra, non è solo la disoccupazione crescente, quanto piuttosto l’insoddisfazione della frenesia quotidiana. «Lavoravo in un ristorante a Londra ma la vita di città non faceva per me – racconta Iacopo Galliani, 24 anni e un allevamento di chiocciole a San Miniato (Pi) che gli sta dando molte soddisfazioni – Il richiamo di casa si faceva sempre più forte, però avevo bisogno di trovare l’idea giusta».
Spesso da lontano vedi le cose con maggiore chiarezza, allora pensando a quel gioco che faceva da bambino con il suo migliore amico scommettendo su quale lumaca sarebbe arrivata prima alla meta, ha deciso di mettere su un allevamento che oggi dà lavoro a una cooperativa sociale di zona ma anche ad una nuova realtà (sempre collegata al sociale) di sua stessa creazione, facendo un contratto di lavoro a quattro ragazzi con necessità di un inserimento occupazionale. «Però non ci fermiamo qui, vogliamo crescere sia in termini di prodotto – oggi Galliani vende lumache vive ma anche in barattolo sotto forma di condimento – sia in termini di personale».
Smog e dentisti, addio. «La rivoluzione è iniziata, in verità è in atto già da alcuni anni - spiega Paolo Giorgi, delegato Giovani Impresa Toscana – nella nostra regione sono nate e stanno nascendo tante belle imprese, così come molti giovani stanno guardando con curiosità, attenzione ed interesse a questo settore che a differenza di altri comparti mostra segnali in controtendenza». E le esperienze che confermano la direzione non mancano. L’ex tassista fiorentino Gianluca Grandis, ad esempio, ha abbandonato smog e traffico per fare il frantoiano a San Casciano. Valentina Rappelli, ex assistente in uno studio dentistico, a Massa si è messa a coltivare Vetiver, pianta utilizzata in ingegneria verde come strumento per il consolidamento e la conservazione del suolo contro le frane.
Orti e botteghe. Dopo uno stage post laurea Francesco Paolicchi, 25 anni, con altri coetanei ha creato un orto “a distanza” a San Giuliano Terme (Pi) dove semina e zappa per chiunque abbia voglia di assicurarsi prodotti genuini. Roberta Benedetti, guida museale appassionata dei Macchiaioli, da tre anni raccoglie olive e vende il frutto del suo lavoro nella Bottega di Fonteregia a Montecatini Alto.
Scelte di vita. Il progettista lucchese di impianti e macchine per l’industria farmaceutica Marco Bechini, 39 anni, dopo un viaggio in Rwanda e in Burkina Faso manda avanti una cooperativa sociale in Garfagnana che coltiva la terra ma cura anche giardini e spazi verdi. Una scelta molto simile a quella di Claudia Ceglia, musicista con laurea in veterinaria, tanti anni tra piano bar, feste e balere, che oggi vive a Lastra a Signa e si dedica all’educazione dei bambini.
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