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Pensione annullata per il disabile che viaggia troppo

Pensione annullata per il disabile che viaggia troppo

Pisa: l’Inps blocca 240 euro di invalidità a Soriano Ceccanti. Fu vittima degli scontri alla Bussola della fine del ’68

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PISA. Gira troppo quel disabile. Va all’estero. Ci resta per mesi. E quindi può fare a meno della pensione di invalidità. Ma quel disabile è uno sportivo che è salito più volte sul podio alle paralimpiadi. È un campione della scherma Soriano Ceccanti, 61 anni, pisano doc. Il suo nome appartiene a quella schiera di esistenze che gli accadimenti della storia fanno diventare biografia di un’epoca. Nel capodanno del 1969, in piena contestazione, un proiettile vagante sparato dalle forze dell’ordine lo colpisce alla schiena mentre manifesta davanti alla Bussola di Focette in Versilia.

Da allora diventa l’icona della contestazione operaia e studentesca contro il padronato. «Ne avrei anche fatto a meno di diventare un simbolo» ha sempre confessato Ceccanti quando gli veniva chiesto di rievocare quella drammatica sera iniziata da sedicenne sognatore libertario e conclusa su una sedia a rotelle. Ora torna al centro della cronaca per un groviglio burocratico di cui ha parlato sul Foglio l’amico Adriano Sofri (VEDI LA SUA CONVERSAZIONE SU FACEBOOK). I due si conobbero in occasione del presidio di fronte alla Bussola indetto proprio da Sofri che da allora è legato a Soriano da un’amicizia profonda.

Intanto, però, l'Inps da febbraio gli ha annullato temporaneamente la pensione di invalidità da 240 euro al mese. Motivo? Passa troppo tempo all’estero. Per due volte, lui disabile al cento per cento, viene convocato per essere sottoposto a una visita di controllo, ma lui non può andare, perché è  in Marocco, dove vivono i familiari della moglie. E lo spiega via fax, chiedendo di venire avvisato con un minimo di anticipo. Succede lo scorso anno e poi il 15 gennaio. «A fine gennaio chiedo una visita medico legale» spiega Ceccanti, ma arriva la comunicazione dell’Inps: la pensione è eliminata in via cautelativa. Alla visita di marzo risulta ancora invalido totale, come da certificazione Inps, anche se lo stesso ente si ostina a non riconoscergli la pensione, perché «abita all’estero per lunghi periodi».

«Hanno scritto abita e non risiede o ha il domicilio – sottolinea –. Mi devono spiegare sulla base di quale normativa mi devono togliere la pensione se ogni tanto vado in Marocco dai parenti di mia moglie. I soggiorni possono essere stati di un mese, due. Mai oltre i tre mesi. Non sono residente all’estero. Vivo a Pisa, ma non capisco perché non posso stare con i familiari della mia consorte nel suo Paese».

Ceccanti, che ha una pensione da dipendente della Provincia, ha fatto ricorso contro l’annullamento temporaneo della pensione. Ha prodotto le fotocopie del passaporto con le quali dimostra i periodi limitati di lontananza dall’Italia. «Si tratta di cifre minime, ma proprio su quelle si accaniscono – riflette – Pensano che chi prende quelle somme non sia in grado di difendersi dalla burocrazia». L’Inps sta studiando la pratica. Il sindaco Marco Filippeschi si è impegnato a risolvere il caso. L’ultima stoccata dello schermidore mira al bersaglio dell’ottusità burocratica. Spera di fare centro, ma non per alzare le braccia in pedana. Gli basterebbe riconquistare la dignità di un disabile libero di girare il mondo.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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