Il Tirreno

Toscana

Veronica, l’emozione ha una bella voce

di Luca Trambusti
Veronica, l’emozione ha una bella voce

De Simone ha 23 anni e arriva da Massa: giovedì sera in tv l’ultima sfida con gli altri tre finalisti

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MILANO. Una finale per quattro a “The Voice of Italy”: un ragazzo e due ragazze. Fra di loro Veronica De Simone, 23 anni, di Massa. In palio, alla fine del percorso, un contratto con Universal Music.La bionda ragazza toscana, del team di Raffaella Carrà, nasce come cantante - con una gran bella voce - nel 2008. E al “The Voice” ha colpito sia per doti vocali che per la sensibilità ed emotività che l’ha vista esplodere in lacrime al termine delle esibizioni. In semifinale erano stati eliminati altri due toscani: Giuseppe Scianna di Castagneto Carducci e Francesco Guasti di Prato. In precedenza aveva lasciato lo show la fiorentina Diana Winter.

«Quando comincio a cantare – racconta Veronica – sento rabbia dentro di me, poi mi lascio andare e tutto diventa di una potenza allucinante». Le canzoni scelte nel corso di “The Voice” ben si adattavano a questa sua emotività: “You are not alone” di Michael Jackson, “Cuore” di Rita Pavone, “Minuetto” di Mia Martini e “Chiamami ancora amore” con cui Roberto Vecchioni trionfò a Sanremo nel 2011 e “Run baby run” di Cheryl Crow nella “battle” vinta su Daphne Nisi. Un percorso di crescita sotto l’attenta direzione di una grande protagonista e professionista del palco, Raffaella Carrà. che l’ha voluta in squadra intuendone le doti vocali e di performer. Ma anche di autrice. Tra i finalisti, Veronica è infatti l’unica a presentare un brano interamente scritto di suo pugno. E lei è l’unica “cantautrice” in finale.

Qual è il suo rapporto con la scrittura?
«
Prima di questa esperienza “scribacchiavo” qualcosa ma non avevo ancora composto niente di significativo. Quando mi hanno detto che per la finale c’era questa possibilità, ho capito che poteva essere un’occasione unica. Così, di getto nella stanza d’albergo, ho scritto il brano. Durante questi mesi non ho imparato a scrivere ma l’ambiente stimolante, la professionalità ed esperienza da cui ero circondata mi hanno dato l’ispirazione giusta e sono molto orgogliosa di ciò che ho fatto».

Cos’ha invece concretamente imparato dagli insegnamenti di Raffaella?
«Tecnicamente, per quanto riguarda la voce poco. Moltissimo invece per quanto significa lo stare sul palco, come muovermi, come superare le mie paure e soprattutto mi ha travolto la contagiosa energia di Raffaella. Non posso fare altro che ringraziarla».

Qual è il bilancio di questa esperienza in televisione?
«Positivo. Ho cominciato per gioco ed ora si realizza un sogno. La mia vita è sicuramente stravolta ed anche se non vincerò sento di avere raggiunto un traguardo bellissimo ed un altissimo risultato. In realtà non mi aspettavo niente, speravo solo di poter far vedere il mio valore, le mie capacità. Ero interessata a cantare e non ad apparire ed ero anche curiosa di capire come la gente percepisce quello che sei. Penso di esservi riuscita, nel senso che come mi vede la gente è come io vorrei che mi vedessero».

Come vive, Veronica, questa notorietà improvvisa, lo stare sotto i riflettori?
«Fino a quando sono in studio non mi accorgo di nulla, la percezione ce l’ho quando esco, ma mi godo questi momenti. Io arrivo da una piccola città, Massa, dove tutti mi supportano. E c’è un fatto curioso: anche a Carrara fanno il tifo per me e sono orgogliosi dei miei risultati. E questo è strepitoso perché sono riuscita ad unire due cittadine rivali».

Avrebbe mai pensato di fare un talent?
«
Non credevo nella formula “classica” del talent. Ho però deciso per “The Voice” perché mi sembrava, ed in effetti lo è, un format diverso, un’occasione di crescita. Ammetto anche che non mi aspettavo di trovarlo così, la realtà è stata superiore alle aspettative. Per me è il contesto giusto nel momento giusto. Sono arrivata portando “me stessa” e devo dire che il team non ha fatto altro che “amplificare” questo, sia nel look che nella personalità, senza nessuna imposizione o forzatura. Il mio look poi è quello che sento mio, con questa pettinatura a scodella alla “Scemo + Scemo”. Una delle critiche ai talent è proprio quella di “forzare” i concorrenti, ma a me non è successo».

Come si sente ora che è arrivata alla vigilia della finale?
«Ho uno stato d’animo a 1000. Devo imparare a gestire le mie emozioni e devo dire che la lezione per ora è servita, grazie anche all’aiuto di Raffaella Carrà che mi ha guidato. Durante questi mesi ci sono state forti tensioni emotive. Ho pianto più qua che nel resto della mia vita. Certo vincessi sarebbe un bel valore aggiunto, ma confesso che alla fine la vittoria non è così importante, penso che questo traguardo che ho raggiunto sia già una vittoria. E poi c’è questa grande gioia, l’immensa felicità di portare il mio inedito, la mia scrittura in finale».

Il sipario televisivo sta per calare: cosa si aspetta che accada dopo questa partecipazione?
«Non ne ho la più pallida idea! Non so cosa succederà. ma certo, c’è la speranza di un futuro e di cogliere l’occasione. Ma soprattutto voglio che ciò che arriverà, se arriverà, sia il più naturale possibile, senza forzature».

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