Sicurezza
Imprenditore paga con la vita la crisi dell'ippica
A Firenze il cordoglio e la protesta degli operatori del settore. Una maglietta per ricordare il trasportatore di Buggiano
BUGGIANO. Manifestazione degli operatori dell’ippica toscana mercoledì pomeriggio all'ippodromo del Visarno a Firenze, una manifestazione per portare solidarietà alla famiglia di un imprenditore buggianese suicidatosi lunedì scorso, e per protestare contro la mancata erogazione, da parte dello Stato, dei premi dovuti alle scuderie e ai professionisti del settore.
«Non si può dire – si legge in una nota del comitato Lega ippica italiana, promotrice della manifestazione – che un uomo di 65 anni (61 in realtà ndr), da tutti definito persona di grande cuore, padre di tre ragazzi e felicemente sposato, possa aver preso una decisione simile per motivi economici, ma è certo che l’attuale situazione non ha aiutato».
Ieri all’ippodromo fiorentino un gruppetto di partecipanti alla protesta si è riunito al centro della pista, ritardando di alcuni minuti la corsa principale del pomeriggio in accordo con la società che gestisce la struttura, e ha parlato al microfono dello speaker per manifestare il proprio cordoglio per il suicidio dell’imprenditore, trasportatore e fornitore di paglia e fieno per molte scuderie, che lo scorso lunedì si è tolto la vita in auto con un colpo di pistola alla testa.
I manifestanti hanno indossato magliette con la scritta con il nome di battesimo dell’uomo, e con un “Addio, la crisi ippica uccide”. Dallo scorso agosto, spiegano gli operatori del settore, il ministero delle Politiche agricole, a livello nazionale, non versa le somme dovute per i piazzamenti nelle gare e i contributi per le società che gestiscono gli ippodromi. Presente alla manifestazione anche il parlamentare del Pd Edoardo Fanucci: «Dobbiamo sbloccare questi pagamenti da parte della pubblica amministrazione. Giovedì presenterò al ministro Nunzia De Girolamo un’interpellanza urgente».
Quella delle presunte difficoltà economiche è considerata tra le possibili spiegazioni del gesto disperato dell’uomo, una motivazione che potrebbe essersi aggiunta al dramma personale con cui conviveva da due anni e mezzo, ossia dalla data della tragica scomparsa della figlia trentatreenne, pure lei morta suicida.
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