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Incidente al porto di Genova, le vittime salgono a otto

Incidente al porto di Genova, le vittime salgono a otto

Apprensione a Carrara per Gianni Iacoviello, 35 anni, a lungo residente nella città marmifera che risulta ancora tra i dispersi. Recuperato il corpo di Francesco Cetrola, 38 anni, di Salerno. Intanto la Procura di Genova ha dato il nulla osta per i funerali delle vittime

 

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Identificata l'ottava vittima dell'incidente in porto a Genova. Il corpo estratto dalle macerie nel Molo Giano è quello del maresciallo di Guardia costiera, Francesco Cetrola, 38 anni, di Salerno. È stato identificato grazie alla divisa, conservata - dicono i soccorritori - in ottime condizioni. Manca all'appello ancora uno dei dispersi, il sergente Gianni Iacoviello, 35 anni, che per tanto tempo ha vissuto a Carrara.

Iacoviello era tornato in città sabato scorso a salutare i genitori e nel pomeriggio era andato al camposcuola di Marina di Carrara dove aveva giocato a basket assieme ai vecchi compagni di una squadra amatoriale carrarese con cui militava alcuni anni fa.

La camera ardente per le vittime sarà allestita presso la Capitaneria di Porto. Lo ha reso noto la Procura, che ha dato il suo nulla osta per i funerali dopo aver fatto svolgere le dovute ispezioni sui cadaveri. Dei sette uomini finora recuperati, tre sono morti per annegamento, quattro per i traumi riportati. Una prima camera ardente per i familiari è stata allestita all'ospedale San Martino, ma da domani, sabato, le salme saranno in porto.

INTERATTIVO La manovra in porto della Jolly Nero

A Genova prosegue la polemica per il mancato stop dei lavori in porto, mentre dei video che hanno ripreso l'impatto sono stati acquisiti dalla procura del capoluogo ligure.

I colloqui via radio e la possibile avaria. Con il passare delle ore,  prende corpo l’ipotesi che a causare l’incidente sia stata un’avaria ai motori della nave, che stava manovrando per uscire dal bacino, diretta a Napoli. «Non c’è più acqua, che fate?» grida al pilota via radio il comandante del rimorchiatore Spagna, che a poppa traina il cargo mentre questo si muove all’indietro per poi ruotare e invertire la marcia. A prua un altro rimorchiatore, il Genoa, segue agganciato l’operazione. «Non ho macchina» risponde concitato il pilota. In quel momento, mancano cento metri all’impatto: uno spazio troppo ristretto perché i rimorchiatori possano fermare il moto indietro di una nave delle dimensioni della Jolly Nero, che procede, secondo le regole, a una velocità di 3,5 nodi. Inutile anche la manovra disperata del comandante del Jolly Nero che fa calare le ancore nel tentativo di rallentare il moto della nave.

Il disperso di Carrara. Iacoviello, nato a La Spezia, fu in prima linea il 13 gennaio 2012 nei soccorsi alla Costa Concordia al Giglio. La sua famiglia si era trasferita a Santa Croce di Codena, frazione di Carrara, nel 1982 e Gianni Iacoviello ha abitato lì fino al 2006, quando poi si è trasferito a Lerici. Ha due sorelle gemelle, Sara e Simona, che vivono ancora qui, e che insieme alla mamma Maria Stella Spanò e al padre Flaviano Baccioli Iacoviello intorno alle 5 sono partite per Genova, per seguire da vicino le operazioni di ricerca.

Le vittime toscane. Tra gli otto morti della tragedia di Genova anche due toscani:  Michele Robazza, 45 anni, sposato e padre di due figlie (FOTO - IL RITRATTO), e uno originario di Barga (Lucca): si tratta di Marco De Candussio, 40 anni, militare della Guardia Costiera (FOTO), sposato, un figlio di 13 anni.

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di Redazione web