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Acqua più cara: i sindaci dicono di sì

Acqua più cara: i sindaci dicono di sì

Aumenti fino al 10% rispetto al 2012. Sparisce la “remunerazione del capitale” ma si introducono nuovi oneri

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La bocciatura politica arriva solo dai sindaci del medio Valdarno. I primi cittadini dell’area compresa fra il Chianti, Firenze, Prato e Pistoia sono gli unici d'accordo con gli attivisti dei movimenti per l'acqua pubblica che in strada gridano ai megafoni: «Siete complici di una truffa, così non viene rispettata la volontà popolare espressa nel referendum, pagherete di fronte agli elettori». Ma è un no ininfluente, non bloccherà i rincari sull’acqua previsti per il 2013 e approvati ieri mattina dall'Autorità idrica toscana, riunita in assemblea alla facoltà di agraria di Firenze.

Al vertice hanno partecipato i 50 sindaci rappresentanti di tutti i 287 Comuni della regione. A niente sono servite le proteste dei rappresentanti del Forum toscano per l'acqua pubblica. Il via libera alle nuove tariffe c'è stato o ci sarà fra qualche giorno, anche laddove i sindaci sono contrari, perché sarà comunque l'Autorità nazionale per l'energia e il gas (Aeeg) ad imporlo. E per le famiglie toscane si tradurrà in aumenti consistenti delle tariffe: la spesa crescerà fra il 6,5 e il 10% circa rispetto al 2012. Per gli utenti serviti da Asa fra Pisa, Livorno e Siena l'aumento sarà del 7,63%; nel Basso Valdarno, dove opera Acque spa, del 6,20%; nel grossetano dell'8,62%, fra Massa e Versilia del 2,98%, fra Firenze, Prato e Pistoia del del 7,48%.

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