Il Tirreno

Toscana

Nel far west delle auto fantasma

Nel far west delle auto fantasma

Una via trasformata in officina abusiva: vetture senza targa (forse rubate) in pieno giorno vengono smontate e scompaiono

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L'officina a cielo aperto è in funzione sette giorni su sette. Lì, in quella strada chiusa, ai confini della città, tra l’ex Delphi, la Trw e la ferrovia, non passa mai nessuno. Nell’officina a cielo aperto, aperta giorno e notte, gli operai non hanno la tuta blu, le scarpe anti-infortunistiche e neanche il caschetto. Non ci sono neanche carrelli elevatori o ponti meccanici, ma le auto si sollevano lo stesso, con la forza delle braccia e l’aiuto di qualche corda.
Sembra di essere su una spiaggia del Pakistan o del Bangladesh, dove vecchie petroliere e portaerei in pensione vengono smantellate pezzo per pezzo da migliaia di uomini e donne che in uno scenario post-apocalittico, tra mare trasformato in fango e cielo nero di fumo, demoliscono quasi a mani nude 600 navi all’anno.

La differenza però è che qui, in via della Ferrovia, siamo a poche decine di metri in linea d’aria dalla stazione di Calambrone, a due passi dalla città. Dal semaforo dell’Aurelia, all’altezza del distributore Esso, ci sono non più di duecento metri, ma quel tratto d’asfalto traforato di buche, sembra una strada fuori dal tempo e dallo spazio, una strada senza legge.
L’officina a cielo aperto è un vero e proprio angolo di far west ricavato nella città e dimenticato dalla città, enclave di illegalità dove polizia, carabinieri, vigili urbani probabilmente non passano da anni. Non si spiegherebbe altrimenti quel via-vai di veicoli di ogni tipo, più intenso di quello di un autosalone. Vecchi furgoni portati via dai cimiteri di auto e fuoristrada all’apparenza nuovissimi di provenienza assolutamente dubbia.

Ognuno di quei mezzi - rigorosamente senza targa - ha un destino diverso, a seconda dello stato in cui si trova. Può essere trasformato in magazzino di ferraglie e scatoloni, protetto da enormi lucchetti. Può essere vivisezionato: via pneumatici, marmitte, interni, lunotti e tutto ciò che può interessare i ricettatori. Può essere rivenduto per intero. Dipende dalle richieste del mercato. Sono due i simboli della strada dimenticata dalla legge. Il primo è un vecchio Fiat Talento Supercombi, con la scritta della Polizia scolorita ma ancora in bella evidenza. Da almeno un mese, da quando cioé abbiamo iniziato le nostre visite in via della Ferrovia, il Talento è lì, carico di scatoloni marchiati Pimpex, ditta fiorentina in liquidazione specializzata in materiale sanitario. Ce ne saranno un centinaio al suo interno. Che cosa custodiscono non è possibile saperlo, ma di certo non è il caso di avvicinarsi troppo, visto che tre guardiani di colore, che a seconda della necessità si trasformano in operai rottamatori, stanno di veglia giorno e notte, seduti su sedie posizionate a bordo strada che ricordano tanto quelle delle prostitute, e controllano il traffico. L’altro simbolo di questa strada fuori dal tempo invece è la foto che abbiamo scattato una settimana fa: ritrae due persone che in pieno giorno, all’ora di pranzo, sono intente a smontare un’utilitaria, una Nissan Micra messo su un fianco con la forza delle braccia e probabilmente la spinta di altre auto. Di quella macchina bianca, come si può ben vedere, c’è rimasto poco: non i vetri, non i fanali, non le ruote. La marmitta è appena stata smontata e appoggiata a terra. I due uomini stanno lavorando all’albero di trasmissione. Il giorno, della Micra c’era solo la carrozzeria.

Le foto che mostriamo, scattate di nascosto nell’ultimo mese, raccontano meglio di qualunque parola la storia di via della Ferrovia. Non svelando però una serie di misteri a cui solo le forze dell’ordine potrebbero rispondere. Il più grande riguarda i burrattinai che gestiscono quel traffico. E poi le sue diramazioni, e le modalità in cui esso viene operato.
Ieri d’improvviso è apparsa un’ambulanza e un vecchio pulmino della Misericordia di Viareggio. Come e quando sono arrivati lì? Hanno viaggiato con una targa finta che poi è stata tolta? Oppure sono arrivati senza targa? E che fine faranno? La stessa domanda che nasce per tutti i furgoni che in via della Ferrovia appaiono e scompaiono da un giorno all’altro. Come quel Land Rover grigio nuovissimo venduto dalla Bacciarelli auto di Terricciola, gli pneumatici perfetti, la carrozzeria lucida, la ruota di scorta agganciata al portellone posteriore. Una sola anomalia: la targa che non c’era. Una mattina è comparso a bordo strada. Il giorno dopo non c’era più. Imbarcato su una nave? Caricato su una bisarca? Ritargato in maniera irregolare? Misteri di quest’angolo di far west alle porte della città, che nessuno vuol vedere.

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di Redazione web