Il dolore
Due esplosioni al traguardo della maratona di Boston
Dall'elenco dei partecipanti i toscani in gara sono 17 ma potrebbero essere di più. Secondo il New York Post i morti sarebbero 12 e i feriti una cinquantina. Fonti dell'intelligence parlano di una o più «bombe» e riferiscono di almeno ulteriori due ordigni trovati e disinnescati
Sangue sulla maratona di Boston: due esplosioni hanno provocato almeno due morti e 23 feriti alcuni gravi alla finish line della gara in pieno centro della città, un'ora dopo che il primo maratoneta aveva tagliato il traguardo. Secondo il New York Post - che cita fonti di polizia - i morti sarebbero almeno 12 e i feriti circa 50. Un sospetto di nazionalità saudita sarebbe stato fermato: ferito, si troverebbe al momento sotto sorveglianza in un ospedale della città. Fonti dell'intelligence parlano di una o più «bombe» e riferiscono di almeno ulteriori due ordigni trovati e disinnescati. E mentre si teme che il bilancio possa essere più pesante, la dinamica esatta delle esplosioni che hanno fatto subito temere il terrorismo non risulta ancora chiara. Il presidente Barack Obama è stato informato, ha chiamato sindaco e governatore e ha ordinato all'amministrazione di fare il necessario per assistere le autorità del Massachusetts mentre il suo vice Joe Biden ha evocato subito un possibile attentato parlando a sua volta di «bombe».
IL VIDEO DELLE DUE ESPLOSIONI
Tutto è cominciato poco prima delle 15, un'ora dopo che il primo maratoneta aveva tagliato il traguardo. Si sono uditi come due potenti tuoni, poi il fumo si è levato fitto davanti al palco degli arrivi e la gioia della gara si è trasformata in tragedia. Feriti tra i corridori, feriti tra il pubblico che si è alzato in preda al terrore in un fuggi fuggi convulso. «Ero vicinissima, ho sentito la forza dell'esplosione e visto le vittime proiettate a distanza. Ho visto uno che ha perso entrambe le gambe», ha raccontato una testimone. Secondo la Fox sarebbero dieci i feriti ricoverati al Massachusetts General Hospital con arti amputati. Sono particolari raccapriccianti mentre si diffondevano voci di altri possibili ordigni al Mandarin Hotel, un albergo cinque stelle nella zona di Back Bay, e alla Kennedy Library. Il Lenox Hotel, altro albergo di lusso, è stato evacuato. Chiusi i ponti, lo spazio aereo, una linea della metropolitana. La maratona di Boston è una delle gare del genere più antiche al mondo: si corre dal 1897 ed è una delle sei maratone mondiali: l'evento attira in media 500 mila spettatori e richiede alcuni tempi di qualificazione per poter partecipare. Quest'anno l'ultimo miglio aveva una dedica particolare, alle vittime di Newtown, la cittadina del Connecticut dove in dicembre una strage di bambini ha rilanciato negli Usa il dibattito sul controllo delle armi.
In tutto i partecipanti italiani sono 227: i toscani in gara sono 17 ma potrebbero essere di più. Uno di loro, intervistato da Sky Tg24, è Fulvio Massini , allenatore di training di Firenze.
Ecco il suo tweet in cui annunciava la partenza per Boston:
In partenza per Boston ... domattina si vola via! #bostonmarathon @bostonmarathon
— Training Consultant (@fulviomassini) 11 aprile 2013...e quello in cui annuncia che stanno bene
Relativamente alla situazione della @bostonmarathon, Fulvio ci ha comunicato che stanno tutti bene! Assurdo!
— Training Consultant (@fulviomassini) 15 aprile 2013
Un altro di loro, Paolo Rossi, 47 anni, di Pescia e titolare del noto ristorante "Atman" ha descritto così quello che è successo: «Ho sentito un rumore enorme, la festa si è trasformata in terrore e non ho più pensato a finire la gara. Ho visto il traguardo e poi la morte in faccia. Ma della corsa ovviamente non m'importa, sono ore che piango».Rossi fa parte di un gruppo di italiani accompagnati alla maratona dal preparatore atletico Fulvio Massini (dell'Agenzia "Born two run"). «Eravamo una sessantina - spiega il 48enne maratoneta toscano - e per quel che risulta a me stiamo tutti bene. Quanto agli italiani arrivati a Boston con altre agenzie, non ho elementi per dire niente di certo. Di sicuro restano il terrore e la tristezza che ho provato: era vicinissimo il traguardo e questi assassini hanno trasformato una festa in una tragedia. È scoppiato il caos. Mia figlia, che aveva scavalcato una balaustra per correre al mio fianco gli ultimi metri, ha cominciato a piangere a dirotto, ci ha raggiunto di corsa mia moglie. Tra le lacrime, non riuscivamo nemmeno a parlare. Incredibile. I soccorsi sono scattati subito - aggiunge Rossi - e hanno isolato l'area dell'attentato. Così siamo tornati subito in albergo, dove ci troviamo ora, in attesa di notizie definitive su quello che è successo» (Nella foto Paolo Rossi alla maratona di Firenze).L'ELENCO DEGLI ITALIANI ARRIVATI AL TRAGUARDO PRIMA DELLE ESPLOSIONILa testimonianza «Mi hanno fermata 500 metri prima dell’arrivo, mancavano solo un paio di curve, non ho sentito le esplosioni, ma ci hanno informato subito di quello che era successo». Sono le prime parole di Cristina Bini, 39 anni, figlia di Roberto, il titolare della Borgosesia. C’era anche lei a Boston tra le migliaia di persone impegnate a correre la maratona che si è trasformata in una tragedia. «Sì - conferma al telefono dall’America - ero quasi arrivata quando ci hanno fermato. Ci hanno detto che c’erano state due esplosioni. Poi ce n’è stata una terza alla Jfk Library, non molto distante da dove eravamo noi. Ci hanno tenuti fermi perché hanno tentato di spostare l’arrivo, poi hanno rinunciato e ci hanno rimandato in albergo». Passata la sorpresa, Cristina ha capito di averla scampata bella. Fosse stata solo un po’ più veloce, ci sarebbe stata lei tra gli atleti colpiti dalle schegge delle bombe. Cristina Bini fa parte del gruppo di toscani che sono andati a Boston insieme a Fulvio Massini. Quello che se l’è vista davvero brutta è Paolo Rossi di Pescia che era insieme a moglie e figlia. Quest’ultima è entrata sul percorso negli ultimi cinquanta metri per accompagnare il padre e l’ordigno è esploso a pochissima distanza.

Paolo Moriconi, 47 anni di Camaiore è un altro dei toscani che ha partecipato alla maratona di Boston. Secondo quanto ha raccontato agli amici versiliesi è riuscito a scampare per un soffio all'attentato: infatti è passato all'arrivo due minuti prima dell'esplosione. La moglie Irene, che si trovava a 60 metri dal luogo dell'esplosione di una delle bombe, ha evitato di restare ferita perché si era allontanata poco prima vedendo il marito tagliare il traguardo. Nelle due ore successive all'esplosione Paolo e Irene non sono stati raggiungibili perché tutte le comunicazioni erano saltate. Comunque hanno fatto sapere si essere in albergo sani e salvi. (Nella foto i due coniugi all'aeroporto)
«Abbiamo sentito due boati e poi il fumo, il fumo che si alzava». La voce di Guido Fornari è ancora scossa mentre parla da Boston, vicino al luogo dove sono scoppiate le due bombe. Fornari, imprenditore di Pieve Fosciana in Garfagnana, si trova nella città Americana insieme alla moglie Gabriella Bechelli. Entrambi appassionati di maratone (fanno parte del Gs Orecchiella), erano in un gruppo di una trentina di italiani. Persone che si preparano per mesi, se non anni, per correre le maratone più importanti del mondo. E che questa volta si sono trovate in una brutta storia di esplosioni, morti, e del fumo acre che ti prende la gola.
«Fortunatamente - continua Fornari - Siamo tutti incolumi. Quando sono scoppiate le bombe io ero arrivato da circa trenta minuti mentre altri del nostro gruppo si trovavano nelle ultime centinaia di metri del percorso. Per quanto abbiamo capito avrebbero potuto far scoppiare gli ordigni in ogni momento».
La prima sensazione, a parte il disorientamento è stata la paura. «I soccorsi sono stati molto rapidi ed efficienti, anche perché erano già presenti tante ambulanze a sostegno della corsa. Ci hanno fatto subito evacuare e la gara è stata immediatamente interrotta».
NUMERI DI EMERGENZA
Il consolato d'Italia a Boston, in coordinamento con l'Unità di crisi della Farnesina, ha attivatò numeri di emergenza per fornire informazioni e assistenza riguardo agli italiani che hanno partecipato alla maratona di Boston, dopo le esplosioni avvenute oggi durante la gara. i due numeri - secondo quanto si legge sul sito del consolato - sono: 001-617-780-4955 oppure 001-617-416-7419. Proseguono intanto, sempre in coordinamento con la Farnesina, le verifiche per l'eventuale coinvolgimento di connazionali. Anche Google ha attivato un servizio di cercapersone: clicca qui per accedere
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