Il Tirreno

Toscana

Prendo lo smartphone ma non apro il portafoglio 

di Stefano Bartoli
Prendo lo smartphone ma non apro il portafoglio 

Boom delle formule che prevedono la fornitura di apparecchi senza spese iniziali. E c'è chi ricorre ai continui cambi di gestore pur di strappare le tariffe migliori 

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«Lo vuole questo telefonino? Guardi, è l’iPhone 5, costa quasi 800 euro, ma glielo diamo gratis...». «Gratis», dice lei, e quella parola non può che far drizzare le orecchie in un momento di così grande crisi economica, ma di altrettanto, grandi tentazioni tecnologiche: in fondo bastano la fotocopia di un documento di identità, il codice fiscale ed una carta di credito. Qualche firma e la scatolina bianca o nera, con la melina argentata della Apple, è tua, con l’unico obbligo di versare quei 20 o 30 euro per almeno un paio d’anni, forse due e mezzo, addirittura con centinaia di minuti di conversazione e navigazione Internet compresi. In tanti, ovviamente, non riescono a resistere, insomma decidono lì per lì di abbandonare anche il vecchio gestore perché così, utilizzando (e perfino riutilizzando anche a più riprese ed in tempi successivi) la cosiddetta “migrazione”, si possono ottenere le offerte migliori. Insomma, il sistema funziona ed offre anche a chi ha minori possibilità economiche, l’oggetto hi-tech sognato e bramato al punto, evidentemente, anche di fare dei debiti pur di metterselo in tasca.

Crescita esponenziale. Inevitabile, quindi, che i piani “all inclusive” si moltiplichino e finiscano con il contagiare tutti, non solo le compagnie tradizionali (Vodafone, Tim, H3G e Wind, per citare il caso italiano), ma anche quelle virtuali come Fastweb: quest’ultima, nota al grande pubblico essenzialmente per avere introdotto in Italia il business delle reti a fibra ottica, offre adesso telefonini di ultima generazione alla cifra simbolica di un euro od addirittura completamente gratis: «Usiamo le antenne e gli impianti di H3G in roaming - spiegano dalla sede milanese dell’azienda -, ma per il resto amministriamo tutto noi ed in questo modo completiamo la tradizionale offerta della telefonia fissa».

Occhio alla spesa. Le tariffe, quando si parla di smartphone, ma anche dei più costosi tablet tipo iPad e Galaxy, a costo zero, vanno valutate comunque con grande attenzione. In particolare, come spiegano le associazioni dei consumatori (vedi anche intervista a fondo pagina), bisogna conoscere il prezzo effettivo dell’apparecchio e vedere, considerando anche la parte dell’offerta tariffaria, quanto viene effettivamente fatturato.

Ma soprattutto vanno considerate le clausole che accompagnano un’eventuale migrazione verso un altro operatore o la chiusura di un contratto: se l’Agcom ha più volte fatto sapere che le compagnie devono immediatamente eseguire la richiesta di recesso o trasferimento da parte del cliente, dall’altra bisogna fare i conti con quanto si è firmato. In sostanza, prima si rinuncia, più (anzi, tanto di più) si deve pagare, perché il valore dell’apparecchio va coperto fino in fondo.

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