Anche in Toscana impazza la spotted-mania
Ragazzi e ragazze avvistano la “preda” poi le lanciano un messaggio anonimo su Facebook. Un meccanismo che però nasconde delle insidie
di Federica Scintu
"Avvistato - Spotted". Ragazzo alto e moro che all'ora di ricreazione scherza con tutte tranne con me. "Avvistata - Spotted". Studentessa di giurisprudenza che ha occhi solo per il manuale di diritto privato.
È un fenomeno virale che viaggia veloce sui social network e che dai muri reali si sposta (con molti meno rischi) sulle bacheche virtuali di Facebook cercando disperatamente una sorta di Cupido 2.0.
La spotted-mania è contagiosa, è un'epidemia che dall'Inghilterra si sta diffondendo anche tra i giovani toscani. Sono decine le pagine Facebook create ad hoc per raccogliere messaggi anonimi: alcuni teneri, altri un po' meno. D'altronde il mittente è sconosciuto e tra odio e amore la linea è sottile.
«L'anonimato è una condizione di vantaggio, ma al contempo anche di svantaggio - dice lo psicologo Paolo Fuligni -. Nemmeno tanto tempo fa gli adolescenti scrivevano le frasi d'amore con le bombolette sui muri delle città, oggi si è passati a quelli virtuali di Facebook, uno strumento molto più comodo ma anche potenzialmente più pericoloso».
In Italia la prima pagina "spotted" su Facebook viene creata all'Università La Sapienza di Roma e in poco tempo il fenomeno si diffonde. A oggi è seguita da più di 18mila persone.
In Toscana ne sono già state aperte decine e decine. Da Carrara a Grosseto, da Livorno a Prato passando per Lucca, la mania ha contagiato tutti. A ogni "macrocentro cittadino" corrispondono tante sottopagine che fanno riferimento a scuole superiori e università o a biblioteche, e addirittura a stadi come nel caso della pagina "spotted Armando Picchi di Livorno". Tra le varie comunità cittadine una delle più numerose è quella di "Spotted Pistoia", pagina seguita da quasi 3mila persone.
La pagina sembra gestita in maniera precisa e non mancano i messaggi che contengono insulti o offese nei confronti di qualcuno. Ill rischio che lo strumento sfugga di mano è concreto, soprattutto tra i ragazzi più giovani.
Scorrendo le varie pagine infatti, è facile passare dall'innocuo messaggio amoroso alle ingiurie o a fenomeni di cyberbullismo. Un punto su cui lo psicologo Paolo Fuligni mette l'accento: «Quando sono arrivati i cellulari sono nate le molestie telefoniche. Per Facebook è lo stesso. Tutti gli strumenti prevedono dei rischi ma in questo caso sono amplificati perché c'è la sensazione di non realtà. È un mezzo che ancora non si comprende nelle sue conseguenze. A fronte della leggerezza che si ha quando si scrive un messaggio, il danno psichico nei confronti di chi subisce insulti e offese può essere anche molto grave».
Le pagine Spotted che però hanno in assoluto il maggior numero di fan sono quelle delle Università. "Spotted Unifi" ne ha quasi 17mila, "Spotted Unipi" quasi 15mila e rispetto ai commenti "postati" dai ragazzi delle scuole superiori, gli interventi sono decisamente più maturi e controllati.
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