Proteste
«Il cane non può salire» Cacciata da due autobus
Odissea di una madre con due bambini. Alla fine per raggiungere Talamone è stata costretta a prendere un taxi pagando ottanta euro
GROSSETO. Il cane? Non può salire sull’autobus. Neppure se la proprietaria ha pagato il regolare biglietto. La storia che piacerà poco agli animalisti in realtà ha una aggravante, visto che nel quadretto familiare costretto a ricorrere a un taxi per raggiungere dalla stazione di Grosseto il centro di Talamone, protagonisti incolpevoli si sono ritrovati anche due bambini. Una storia che nasce da Siena, dove una turista ha preso il treno per raggiungere Grosseto. Ma quando la donna, con cane di media taglia e due figli piccoli (uno di due anni) al seguito, ha dovuto prendere il bus sostitutivo delle Fs per raggiungere Talamone, sono iniziati i problemi. A quanto raccontano testimoni dell’episodio, l’autista del pullman delle Ferrovie ha scaricato e abbandonato alla stazione la giovane madre con due figli. «Signora il cane non può salire», le è stato detto tornando alla stazione. A niente è servita l’esibizione del biglietto che la turista senese aveva regolarmente acquistato. E nemmeno il fatto che il cane portasse la museruola.
Un episodio accaduto ieri mattina che ha stizzito diverse persone che hanno aiutato la donna nella sua odissea. Tra queste anche la stessa addetta alla biglietteria che poco prima aveva fatto pagare alla donna il biglietto aggiuntivo per il cane. A quanto pare l'autista in un primo momento non si è accorto della presenza a quattro zampe sul bus, peraltro del tutto in regola con il viaggio. «Non appena ha visto il cane, è tornato immediatamente alla stazione scaricando l'intera comitiva e, dopo aver discusso in maniera arrogante anche con l'addetta alla biglietteria, è ripartito», è la testimonianza della nostra lettrice. A quel punto all'impiegata è toccato anche restituire il denaro del biglietto del cane. «Faccia reclamo», avrebbe suggerito alla donna. Ma a quel punto, erano le 11 di ieri, restava il problema di raggiungere Talamone. E visto che il treno successivo c’era cinque ore più tardi, la bambina piccola era stanca e affamata, alla madre non è rimasto che rivolgersi alla biglietteria dei pullman di linea. Anche l’autista della Tiemme però non ha accettato il cane.
Unica conclusione la chiamata di un taxi: ci sono voluti ottanta euro.
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