Gioco
Calcio giovanile, offese razziste a un ragazzino: "Mi ha chiamato negro"
Il giovane calciatore ha raccontato l'episodio in lacrime e l'allenatore dell’Orlando ha ritirato la squadra dal campo. Il Venturina nega
LIVORNO. Una partita di ragazzi nati nel 1996 si trasforma in un caso che farà discutere. Sul risultato di 4-0 per per il Venturina sull'Orlando calcio (e non come riportato in precedenza), la partita s’interrompe, perché l’allenatore labronico ritira la squadra portandola negli spogliatoi. Siamo a metà della ripresa: il triplice fischio dell’arbitro sancisce la fine e probabilmente la vittoria del Venturina. Ma apre una vicenda che, come spiegato da Luigi Campetti, l’allenatore dell’Orlando, avrebbe all’origine un’offesa razzista ricevuta da un suo giocatore di colore da parte di un avversario.
Campetti racconta che il suo ragazzo ha lasciato il campo disperato dopo la presunta offesa: «Non ci volevo credere, ma di fronte a certe cose non posso fare finta di niente e sono completamente indignato per quanto accaduto. La società è vicina al ragazzo e non vogliamo che ci siano più episodi di questo genere. Per cui abbiamo immediatamente lasciato il campo».
Una faccenda molto delicata, in cui anche i dirigenti dell’altra squadra sono stati interpellati. Il vice presidente del Venturina, Massimo Bucciantini, si definisce arrabbiato per le accuse: «La nostra società condanna ogni tipo di comportamento scorretto da parte dei giocatori e meno che mai tollera episodi di razzismo. Abbiamo una ventina di tesserati non italiani che abbiamo sempre trattato con il massimo rispetto». Il tono delle esternazioni di Bucciantini è molto più che arrabbiato. «Questa volta non è accaduto davvero niente - prosegue, mantenendo i toni molto accesi - infatti l’arbitro e il guardalinee che si trovavano a pochi centimetri non hanno sentito volare parole di tale gravità. Non ci piace essere accusati di cose non vere, meno che mai di razzismo».
Poi il vice presidente del Venturina dà la sua versione dell’accaduto: «Questo ragazzo dopo aver commesso fallo, ha subito una pedata di reazione da un nostro calciatore che giustamente è stato espulso ma nessuno gli ha mai rivolto parole razziste».
Versioni contrastanti di un fatto che, se confermato, resta molto grave, specie perché compiuto su un campo di calcio, durante una partita fra giovanissimi che dovrebbero essere lontani anni luce da assurdità come il razzismo.
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