Sicurezza
Da Arezzo a Grosseto la superprovincia più grande d’Italia
L'ente monstre che nascerebbe applicando alla lettera i criteri del governo. Ma ancora si spera nel no della Consulta
GROSSETO. Da Sestino, Comune in provincia di Arezzo, all’estremo est della Toscana, dove la gente parla marchigiano, fino a Capalbio, ci sono 271 km. Google Maps indica un tempo di percorrenza di 3 ore e 51 minuti. Sono gli estremi della superprovincia d’Italia, Siena, Grosseto e Arezzo (quest’ultima capoluogo) voluta dal governo.
Roma vuole applicare i numeri: la norma è fatta, non si deroga. Ma proprio sui numeri e la loro intepretazione Arezzo si basa per rivendicare la propria autonomia rispetto agli altri due territori, così lontani e diversi. Mentre Grosseto, che già pregustava il ruolo di capoluogo, storica emancipazione rispetto a una Siena da sempre dominatrice, e magari anche di annettere Piombino e la Val di Cornia, spera che la battaglia dei conterranei di Piero della Francesca alla fine sia vinta. O che il 6 di novembre la Corte costituzionale abbatta il castello voluto dal governo, chiarendo che le Province restano come sono.
La più grande d’Italia. La superprovincia sarebbe la più grande del Paese, con 11500 kmq, più di otto Regioni. Con oltre 850mila abitanti per 103 Comuni, peraltro già riuniti per la gestione unica dei rifiuti, avrebbe grossi problemi di gestione dei servizi, visti i penosi collegamenti trasversali della nostra penisola, a partire dall’eterna incompiuta E78 Due Mari.
350mila sì o no? La battaglia di Arezzo si gioca proprio sul numero degli abitanti, visto che l’altro dato, la superficie, è già soddisfatto (oltre 3000, sono 3235 kmq). Un numero che è leggermente inferiore al quorum richiesto dalla norma con il dato provvisorio del censimento 2010, ma superiore con i dati Istat definitivi del giugno 2011. «La nostra battaglia non si ferma perché abbiamo ragione – dice il presidente della Provincia di Arezzo, Roberto Vasai –. Non stiamo chiedendo una deroga, ma un’applicazione esatta dei numeri. Noi siamo 351.066 al 30 giugno 2011 secondo l’Istat e la certificazione che il prefetto ha inviato al governo. Non capisco perché tutte le leggi si fanno con i dati esatti e per questa se ne deve prendere uno provvisorio (349.651, ndr). Quindi non ci fermiamo. E speriamo che la Corte costituzionale rimetta le cose a posto».
La Maremma si... allarga. E anche a Grosseto si spera che il 6 novembre il castello del governo crolli per andare con Siena e accogliere Piombino. «In effetti l’ingresso di Arezzo in un’ingestibile superprovincia sarebbe un grosso problema – dice il presidente Leonardo Marras –. E a quel punto anche Piombino, che vorrebbe passare con noi insieme alla Val di Cornia, ci potrebbe ripensare. Una cosa è avere il capoluogo a 55 km, un’altra averlo a 240... Speriamo che il governo lo capisca. O che ci aiutino i giudici della Corte Costituzionale. Il 6 novembre è vicino».
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