Il Tirreno

Toscana

Ora nell’Ombrone vivono le meduse

di Gabriele Baldanzi
Ora nell’Ombrone vivono le meduse

Il fiume è salmastro fino alla città, ci si trovano triglie e orate. Malattie e mortalità in crescita per mammiferi e tartarughe

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GROSSETO. L'Ombrone salmastro fino al ponte Mussolini, le triglie e le orate che risalgono il fiume e finiscono nei retoni da pesca, addirittura le meduse avvistate a diversi chilometri dalla foce. La scarsità di piogge e il clima torrido che sta caratterizzando il 2012 offre ogni giorno nuovi spunti di approfondimento. Già detto di colture compromesse, raccolti a rischio, falde ai minimi storici. Già detto di pomodoro, mais, girasole, barbabietola, vino e olio che faranno segnare un notevole calo produttivo. Oggi l'allarme riguarda la fauna.

A lanciarlo due esperti di ambiente: Giuseppe Anselmi, il volto più celebre tra le guardie del Parco regionale della Maremma e Fabio Cianchi, coordinatore delle Oasi Wwf della provincia. Per entrambi la situazione ambientale e climatica che si è creata è molto grave. «Tutti gli animali - spiega Cianchi - sono in grande difficoltà. Manca l'acqua, nell'inverno mancherà il cibo. Si va verso una stagione con scarse riproduzioni ed elevata mortalità. E non mi riferisco solo ai mammiferi, ma anche, per esempio, agli uccelli acquatici (folaga, germano reale, svasso maggiore, martin pescatore). Per loro si sono drasticamente ridotte le aree di riproduzione in conseguenza della siccità. Problemi che si riscontrano dalla Diaccia Botrona al padule della Trappola, ma anche a Orbetelle, a Burano, al Lago di San Floriano o all'Accesa».

Alta mortalità, più che in passato, si sta già registrando tra i piccoli di cinghiale, tra i giovani di specie come istrici e tassi. Le volpi sono cariche di parassiti o hanno la rogna. Sono aumentate le ghiandaie marine, che prediligono ambienti steppici. «Da 22 anni ormai faccio la sentinella dell'ambiente e del clima - prosegue Cianchi - ebbene mai come quest'anno si registrano condizioni estreme. A Burano, dall'inizio dell'anno, il nostro pluviometro ha fatto segnare solo 165 mm di acqua. In questo periodo, di solito eravamo sempre intorno a 500. Nel 2003 l'anno più torrido eravamo comunque sopra 400».

Cianchi segnala poi il caso della testuggine d'acqua che sta scomparendo. «Si tratta di una specie già minacciata di estinzione. In questo momento manca l'acqua e c'è un degrado degli habitat naturali. Gli spostamenti non sempre vanno a buon fine».

«Un altro segnale del clima che cambia - sono ancora parole di Cianchi - arriva dagli insetti. Stiamo assistendo ad una colonizzazione di farfalle che prima abitavano il Nord Africa. Sono risalite e adesso vivono e si riproducono nelle nostre zone. Pensiamo alla Sfinge Testa di morto. Prima la si poteva notare tra giugno e settembre. Ora, grazie al carattere più mite degli inverni, sverna in Maremma con successo. Non a caso predilige luoghi secchi e assolati».

Considerazioni analoghe da Beppe Anselmi: «Basta fare una passeggiata in campagna o in un bosco, con occhio attento, per rendersi conto che soffrono tutti gli animali: pesci, anfibi, mammiferi, uccelli. Per quanto riguarda gli anfibi, tritoni, rospi e salamandrine stanno già subendo un colpo importante dovuto alla siccità. Per gli altri il peggio deve arrivare. La macchia mediterranea si sta spogliando. Ovunque ci sono foglie secche, accartocciate. Iniziano a cadere. Lecci, sughere, cerri, roverelle, aceri, mirti non faranno bacche, ghiande. Si profila un inverno duro. Per i cinghiali, per i caprioli, ma anche per tordi, merli, pettirossi, che qui trovano la loro alimentazione. La natura, ovviamente mette sempre delle toppe ma sono convinto che ci sarà una forte selezione. Altro elemento da evidenziare è lo spostamento dei gruccioni verso le colline, verso l'interno. Non è usuale. Infine il luccio italico, che ha una livrea bellissima. Ne era stata individuata una popolazione sul Fossa e una sul Pecora. Questi corsi d'acqua sono praticamente asciutti…».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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