Sicurezza
Il neonato abbandonato era nato solo da un'ora
Pisa, sta meglio il bambino lasciato alla Pubblica Assistenza. In tutta la Regione si cerca la madre. Indagine sull'identità dell'uomo che lo ha consegnato ai medici
PISA. L'uomo di mezza età che, alle 2,40 nella notte fra giovedì e venerdì, ha consegnato un neonato nelle braccia di un volontario della Pubblica Assistenza con la scusa di averlo trovato vicino ad un cassonetto, non era andato in via Bargagna per caso. Sapeva cosa stava facendo. Dall’analisi del cordone ombelicale, era trascorso al massimo un’ora dal momento del parto all’attimo in cui l’uomo ha suonato il campanello. Un piano già studiato. La mamma partorisce, il tempo di dare le prime cure al piccolo e alla stessa mamma. Il tempo di avvolgere quel corpicino di neanche un chilo in un lenzuolo e uscire di casa: salire sullo scooter e andare in via Bargagna. Un tempo così breve che circoscrive l’area d’indagine alla città e al suo circondario. L’uomo che ha preso in consegna il neonato arriva con lo scooter. Difficile ipotizzare che abbia fatto tutto da solo. In scooter doveva essere con un’altra persona che teneva il piccolo.
È notte fonda. Via Bargagna è illuminata dai lampioni, ma soprattutto ci sono le telecamere dell'edificio che riprendono l'uomo col casco in testa e il bambino fra le braccia. È un uomo fra i 40 e 50 anni e quelle poche parole che pronuncia al volontario della Pubblica Assistenza, hanno un accento toscano. Potrebbe essere un pisano. Quella del cassonetto è una scusa, l'uomo non si è imbattuto per caso in quel fagottino di 900 grammi dalla pelle chiara. È certo che né lui né la madre volevano uccidere. Lo scopo era di salvare il piccolo, senza farsi riconoscere.
Intanto domani il reparto di Neonatologia dell’ospedale Santa Chiara comunicherà all’anagrafe del Comune di Pisa che un bambino maschio di generalità ignote si trova ricoverato nel proprio reparto. E fra quattro giorni, se nessuno reclamerà il piccolo, gli verrà dato anche un nome. Intanto, le sue condizioni sono stabili e i medici sono ottimisti.
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